NAPOLI, 30 MAG – Napoli volta pagina: e' Luigi De Magistris, 43 anni, il nuovo sindaco della citta' partenopea. E se non e' una rivoluzione, e' un risultato di sicuro sorprendente per le modalita' e le proporzioni in cui e' maturato, con l'ex pm dell'Idv che si e' affermato impostando la campagna elettorale al di la' dei partiti, se non contro. Il ciclone De Magistris si abbatte su Napoli con le prime proiezioni delle 15: troppo ampio il divario tra l'ex pm dipietrista e il suo sfidante del Pdl, Gianni Lettieri, per pensare a un esito diverso. Quelle successive non fanno che acuire le distanze, come una slavina che si ingrossa fino a diventare valanga. Alle 17 gia' non ci sono piu' dubbi: e' lui che succedera' a Rosa Russo Iervolino a Palazzo San Giacomo con oltre il 65% delle preferenze, al di la' di ogni previsione. Dal punto di vista dello scenario politico Napoli rimane a guida centrosinistra; ma dal punto di vista sostanziale cambia tutto, con uno spostamento a sinistra dell'asse della coalizione (De Magistris era sostenuto da Idv e Federazione della Sinistra, mentre il Pd, che aveva un ruolo guida in citta' e col quale il neo sindaco non ha voluto apparentarsi al ballottaggio, entra in Consiglio molto ridimensionato con soli quattro consiglieri). ''Napoli e' stata liberata. Saro' il sindaco di tutti, anche di quelli che hanno votato Gianni Lettieri'' le prime parole del neo primo cittadino che ha seguito gli exit poll a casa, con la famiglia, per poi arrivare al comitato facendo il segno della vittoria. ''Sono particolarmente commosso – ha aggiunto – nel commentare un risultato che mi ha profondamente colpito ed ha contributo a scrivere una pagina senza precedenti nel modo di fare politica''. Ai napoletani ''che hanno dimostrato cuore e cervello in questa campagna elettorale'' va il suo primo grazie: ''Hanno dimostrato che e' un voto di protesta verso il sistema politico, un segnale che si puo' cambiare la politica facendo politica e non l'antipolitica''. Con lui si complimenta anche il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, con una telefonata. Scatta la festa sul lungomare che costeggia il comitato De Magistris e la vicinanza tra il quartier generale del vincitore con quello dello sconfitto favorisce il contatto tra le due tifoserie: ci sono delle scaramucce e volano spintoni. I sostenitori di Lettieri accusano quelli di De Magistris di aver provocato per primi andando a festeggiare sotto la loro sede; una simpatizzante dell'ex pm denuncia un'aggressione. Interviene la polizia a riportare la calma e tutto finisce la'. Tocca a Lettieri riconoscere la sconfitta e fare gli auguri all'avversario di una campagna elettorale costellata di veleni. Il suo congedo lascia intendere che l'avventura politica non proseguira': ''Continuero' ad occuparmi di Napoli da imprenditore'', dice prima di lasciare il comitato tra gli applausi dei suoi (ma non dei vertici del Pdl assenti in blocco con l'eccezione di Fulvio Martusciello e Amedeo Laboccetta). Da De Magistris, invece, arriva Antonio Di Pietro. Il leader dell'Idv esulta: ''Liberiamo Napoli dalla monnezza morale e etica in cui e' stata buttata per troppo tempo''. De Magistris riceve anche la telefonata di Lettieri al quale propone di mettere da parte le polemiche per ripartire tutti assieme. E il pensiero va ai problemi sul tappeto: ''Ne dovro' affrontare – ammette – so bene che trovero' numerosi trabocchetti dietro l'angolo. Noi, pero', siamo fuori dal sistema – aggiunge – abbiamo il popolo dalla nostra parte, il mandato popolare che mi da' forza''. Ai problemi, tuttavia, ci si pensera' a partire da domani: prima c'e' da festeggiare, cosa che il neo sindaco fa con migliaia di persone davanti al Comune, e dove gli slogan piu' gettonati sono 'Chi non salta Berlusconi e'' unito a 'Chi non salta Bassolino e'', quasi a spiegare, piu' di tante analisi, il perche' di un successo dettato dalla voglia di cambiare.