Walter Veltroni è stato elogiato da Massimo Calearo, pronto a votare fiducia al governo Berlusconi. Poi di Achille Serra e infine trova i complimenti di Silvio Berlusconi, preso dai rimpianti della sua guida al Partito democratico.
Per Stefano Cappellini sul Riformista è stata proprio una brutta giornata per Veltroni.
“Brutta come forse non gli era possibile immaginarla, neanche se l’avesse sceneggiata il suo peggior nemico. Passano dall’altra parte della barricata i volti più rappresentativi della campagna acquisti 2008, i testimonial della stagione della vocazione maggioritaria, rimpianta da Veltroni al punto di aver appena costruito una iniziativa di corrente per rilanciarne forme e contenuti.
Compie l’ultimo salto Calearo, l’ex falco di Federmeccanica che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto aprire la strada allo sfondamento elettorale dei democrat nell’ostile veneto delle fabbriche diffuse e delle partite Iva. Calearo, già uscito dal Pd per seguire Francesco Rutelli nell’avventura dell’Api, si è spinto oltre. Ancora fino a ieri Veltroni ha cercato di scongiurarne l’ultima giravolta, confessandolo a tu per tu e spiegando – un po’ incautamente, visti i risultati – di averlo convinto a rispettare l’impegno preso con gli elettori. Niente da fare”.