ROMA, 25 GIU – ''Sbaglia Di Pietro ad attaccare Bersani e me, e a chiedere una convocazione politicistica di leader per scrivere un programma nelle stanze chiuse. E' l'opposto del messaggio che ci viene dal referendum. Costruiamo momenti anche simbolici in cui ascoltiamo dalla nostra piazza i punti dell'agenda''. Intervistato dal Manifesto, Nichi Vendola attacca Antonio Di Pietro e l'Idv.
Del ''riposizionamento'' dei dipietristi, dice, ''e' inaccettabile il modo'', cosi' Di Pietro ''offre un argomento formidabile a una maggioranza allo sbando, attacca Bersani e me dicendo che non c'e' l'alternativa. E propone il tema del programma nella forma piu' vecchia e politicistica: lui, io e il leader del Pd dovremmo riunirci in una stanza per scrivere il libro del futuro?''.
''Cio' sarebbe capovolgere il significato di quello che e' accaduto in Italia nelle ultime settimane. Sottrarre alla partecipazione democratica, a quel diritto di ingerenza che ha scompaginato i giochi ai referendum, l'oggetto vero del cambiamento e cioe' le scelte che devono riguardare la vita, il lavoro, la scuola, l'ambiente, la parita' di genere''.
Di Pietro, aggiunge, Vendola ''torna al moderatismo radicale delle origini'' ma ''non deve ridurre l'alternativa a una problema di agreement tra stati maggiori''.
Per Vendola, inoltre, ''e' ormai possibile mettere le primarie in calendario, senza paura del confronto tra noi'' e sul tema a Bersani dice: ''Piu' vasta e' la platea, piu' rappresentiamo il cambiamento''.
''Lottero' perche' non ci siano esclusioni a sinistra'', assicura infine il presidente della Puglia alla domanda se il progetto di una piazza comune includa anche la Federazione della sinistra. ''Il tema pero' – avverte – e' l'autoesclusione di chi considera il terreno del governo come una sorta di perdizione e quello dell'opposizione una salvazione''.