Vendola: "Io leader e Bersani premier? Decida il popolo"

ROMA – ''Un centrosinistra che lascia alle spalle l'immobilismo e la conservazione è un centrosinistra che torna a vincere. Attenzione: torna a vincere perché è sospinto da un formidabile processo di critica verso le oligarchie. Vince perché ha vinto l'ingerenza democratica. Abbiamo assistito a una bella lezione sul modo di dirimere le controversie più incandescenti, no? Se avessimo convocato gli stati maggiori del centrosinistra per assumere una linea comune sull'acqua bene comune, non ci saremmo mai riusciti. Come abbiamo risolto, allora? Con la democrazia, con la partecipazione e la discussione collettiva. Sono stati i referendum a riscrivere un pezzo del programma del centrosinistra''.

Lo ha detto il governatore della Puglia Nichi Vendola che in colloquio con l'Espresso in edicola domani, parlando del successo alle elezioni amministrative e ai referendum.

A proposito della nascita di un unico partito con Pd e Sel, Vendola aggiunge: ''Sarebbe un errore riprendere l'ordinario cammino dei partiti. Considero i partiti necessari ma non esaustivi, inadeguati per certi versi a rappresentare le domande di cambiamento. Su ciascun problema, continuiamo ad esibire le nostre magliette: io sono un radicale, tu sei un riformista, quello è un antagonista e tu sei un moderato. Vale solo il posizionamento simbolico. Ma poi la discussione come la facciamo? Mettiamola così: è cambiato il mondo (…) Io dico: apriamo il cantiere dell'alternativa di un nuovo centrosinistra. Le ultime esperienze ci devono aver insegnato cosa non si fa, per esempio la mediazione al ribasso costruendo un programma cartaceo in cui il negoziato ha riguardato l'aggettivo, il sostantivo. Non si può replicare – sottolinea ancora – l'idea di un'armata Brancaleone per una partita elettorale e la prospettiva di gestire del potere''.

Quanto all'ipotesi di aprire un dialogo con l'Udc, il governatore della Puglia risponde: ''Nella possibile interlocuzione con Pier Ferdinando Casini non si può immaginare che il presupposto sia cancellare la questione dei diritti civili, delle istanze di libertà che stanno maturando nella cuore della società. Significa che si vuole imporre qualcosa? No, ma che si vuole discutere della vita delle persone. Dobbiamo avere il coraggio di trovare un punto avanzato di programma riformatore, lavorare a una rivoluzione riformista, al centro la lotta alla precarietà, il diritto al lavoro e al reddito, la giustizia sociale, la guerra all'evasione fiscale… Il tutto non al chiuso ma all'aperto''

Infine Vendola torna a parlare delle primarie e referendum: ''Hanno fatto bene al centrosinistra. Alla democrazia. All'Italia. Lì c'è il deposito dei segreti per tornare a vincere. Siamo condannati a vincere. Dobbiamo vincere per forza. Ma se lo facciamo perché siamo rampanti e desiderosi di potere, non scalderemo il cuore di nessuno''.

Bersani premier e Vendola leader del partito, potrebbe funzionare? ''E' una domanda per chi pensa che la politica sia come un meccano, come i giochi della Lego. Penso che la costruzione della proposta, del programma e dell'indicazione dei leader sia una proprietà pubblica, un bene comune da affidare alla saggezza del popolo''.

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Maria Elena Perrero