BARI, 12 LUG – ''Ci vorrebbe l'unita' nazionale, una manovra economica di grandi sacrifici, pero' capovolta rispetto a quella che viene proposta in queste ore''. Lo ha detto il leader di Sinistra, Ecologia e Liberta', Nichi Vendola, parlando oggi a Bari con i giornalisti a proposito della manovra che celerebbe ''un massacro sociale annunciato''.
''I ceti medio bassi sono allo stremo, hanno pagato tutto quello che potevano pagare, hanno fatto piu' sacrifici di quanto fosse loro consentito; oggi – secondo Vendola – 50 miliardi di euro dovrebbero chiederli soltanto alla ricchezza, alla proprieta' e chiederli non come una vessazione ma come un contributo di solidarieta' nei confronti di un paese che rischia di sprofondare. Sono – ha aggiunto Vendola – per fare una manovra pesante e con la cornice solenne del'unita' nazionale ma a condizione che non si tocchi piu' il welfare, i pensionati, i salari dei lavoratori dipendenti, il futuro dei giovani, che non si continui a tagliare scuola, universita' e sanita' e che si tocchino invece le proprieta', le rendite e le ricchezze''.
Se cosi' la manovra fosse, ''allora va bene perche' questa – secondo Vendola – e' la manovra di cui l'Italia ha bisogno. Se non siamo in grado di farla, vuol dire che la politica e' soltanto un gendarme che tutela il mondo del privilegio e che infierisce sui soliti noti. Io staro' dalla loro parte: della povera gente, che ha il diritto di rivoltarsi contro la violenza classista e di un massacro sociale annunciato''.
