Vendola: "Non ci sono alternative al voto, presto in piazza"

ROMA, 19 LUG – ''L'unico modo per voltare pagina e' licenziare il governo Bisignani-Milanese e andare al voto. Il centrosinistra e' uno straordinario potenziale, ora servono segnali chiari: una grande manifestazione in autunno per dire che siamo in campo, che vogliamo coinvolgere da protagonisti i movimenti, dalle donne ai precari''.

Intervistato dall'Unita', il leader di Sel Nichi Vendola auspica ''una legge per tornare al Mattarellum'', boccia l'ipotesi di un governo istituzionale, perche' ''non c'e' spazio per formule tecnocratiche o diversivi tipici del trasformismo'', e invita l'Udc a fare ''chiarezza'', definendo ''non piu' sostenibile l'equidistanza tra centrosinistra e Berlusconi''.

Nel centrosinistra ''c'e' una larga convergenza sul carattere classista di questa manovra, dalla Cei a molte aree moderate'', dice Vendola. ''La svolta e' matura nella societa', ora e' il momento di scrivere un'agenda comune e di aprire il cantiere dell'alternativa con al centro la questione sociale e morale. Altrimenti, se la politica non sara' in grado di catalizzare la rabbia e la speranza, rischiamo che prevalgano nuovi blocchi d'ordine''. Per il governatore pugliese ''esiste lo spazio per ricontrattare tempi e modi per raggiungere il pareggio di bilancio''. La manovra, prosegue, e' ''di perfetta macelleria sociale'', mentre il peso andrebbe ''messo per intero sulle spalle della ricchezza, della rendita, dell'evasione''. ''Se e' vero che il debito e' una malattia, bisogna sapere anche che i farmaci liberisti rischiano di uccidere il malato. Se massacri i ceti medio-bassi, stroncando la crescita, i conti non torneranno mai. Lo devono capire i vari Tremonti d'Europa''.

L'Europa, aggiunge Vendola, ''sta morendo; e' dominata dal protagonismo delle destre antieuropeiste e dal rancore delle giovani generazioni sempre piu' incompatibili con il patto di stabilita'. Giovani generazioni considerate dai teorici dell'austerita' come un tema irrilevante rispetto ai debiti pubblici''.

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Emiliano Condò