Sono stati trovati morti Simone Montesso e Massimo Barbiero, i due italiani scomparsi una settimana fa nelle montagne di Merida, in Venezuela. Lo hanno reso noto le autorità di Caracas, precisando che i cadaveri dei due volontari erano in fondo ad un burrone.
“I corpi dei due sono stati trovati in fondo ad un crepaccio, vicino al tratto iniziale di una funivia, in un’area a circa 2 mila metri d’altezza”, hanno precisato fonti dell’ambasciata italiana. A dare la notizia del ritrovamento dei corpi è stato il direttore della protezione civile di Merida, Noel Marquez.
Le ricerche della protezione civile venezuelana – con cui le autorità diplomatiche italiane in Venezuela si sono tenute in stretto contatto fin dall’inizio della scomparsa dei due connazionali – si sono concentrate sull’area dove i volontari italiani avevano ritenuto di compiere l’escursione. Un’area individuata grazie alla ricostruzione operata dalle autorità venezuelane in base ai movimenti dei due e alle testimonianze in loco. Solo un’autopsia – è quanto si rileva alla Farnesina – consentirà di definire elementi certi sulle circostanze della morte dei due connazionali che, al momento, sembrerebbe dovuta ad un incidente di montagna.
Simone Montesso e Massimo Barbiero “sono stati identificati in fondo al crepaccio dove si trovavano grazie ai loro indumenti”: lo ha riferito Noel Marquez, responsabile nell’area della protezione civile venezuelana. “I due portavano pantaloni corti e camicie gialle e rosse, e avevano borse a tracolla”, ha precisato Marquez, sottolineando che sul luogo del ritrovamento si stanno recando ora le autorità giudiziarie. A quanto pare, Montesso e Barbiero si stavano dirigendo verso una casa in un’area nota come ‘La Montagna’, a circa 2.400 metri di altezza, ad una distanza a piedi due ore da Merida.
