Visco: “La Finanza degli amici iniziò col governo Berlusconi del 2001"

ROMA, 31 LUG – ”Tutto comincia nel 2001, quando il governo Berlusconi cambia la geografia della Guardia di Finanza. Quando nel 2006 sono tornato al ministero dell’Economia ho trovato nelle Fiamme Gialle una situazione molto peggiore di quella lasciata cinque anni prima. Meno autonomia, piu’ influenza della politica. In particolare a Milano c’era un gruppo molto legato a Marco Milanese e quindi a Giulio Tremonti. Un vero grumo di potere”. Lo afferma l’ex ministro dell’Economia Vincenzo Visco, protagonista nel 2007 di un duro scontro con il generale in capo della Guardia di Finanza Roberto Speciale.

”Il generale Speciale – racconta Visco, intervistato dal Corriere della Sera e dalla Stampa – mi aveva proposto una serie di trasferimenti che riguardavano tutte le province tranne Milano e Roma, come se quelli dovessero restare li’ per sempre, intoccabili. E poi affidava ad alcuni colonnelli compiti che in realta’ spettavano a generali”. Dietro a questo, sostiene, c’era ”una gestione delle promozioni che veniva influenzata dalla politica con il rischio di interferenze esterne e anormali sulle indagini”.

Per Visco ”vi e’ oggi un’ulteriore articolazione che ha spaccato il vertice della Guardia di Finanza. Tant’è che si parla di Adinolfi come riferimento di una cordata contraria a Tremonti. Invece – sottolinea – va difesa l’indipendenza e la trasparenza della Guardia di Finanza”.

”Quando si supera il confine istituzionale, quando ci sono singoli ufficiali che diventano amici di questo o di quello, si snatura la funzione istituzionale”, osserva Visco. ”Va recuperata la credibilità del Corpo e non è difficile, perché gli ufficiali della Guardia di Finanza sono quanto di meglio c’é in Italia. Basta dare loro un ottimo comandante. Quando c’era Mosca Moschini tutto andava per il meglio, c’era con il ministro un rapporto di fiducia e di trasparenza assoluta”.

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Emiliano Condò