“Se siamo compatti, Berlusconi cadrà”. Fini carica i suoi, ma intanto perde pezzi (la Siliquini)

“Dalla svolta di Fiuggi ad oggi. E oggi si compie un nuovo passo del nostro cammino”. Gianfranco Fini usa toni e parole di chi, con il voto sul governo, sa che deve mettere in campo la squadra migliore, almeno numericamente: da Futuro e Libertà dovrà, secondo il presidente della Camera, esserci un fronte compatto contrario al governo.

Nel corso della cena-riunione con i parlamentari di Fli, Fini ha messo in chiaro che a Montecitorio l’unico risultato utile è quello che sfiducia Berlusconi ”e quello che rappresenta”. Una sfiducia a chi, si sarebbe lamentato Fini, ancora non vuole capire che un passo indietro sarebbe stato solo salutare per il paese e il centrodestra.

E allora: “Se il tempo ormai è scaduto, facciamogli capire che noi i numeri ce li abbiamo”. Fini, insomma, sembra chiamare alla compattezza i suoi credendo che, dalle parti del premier, la notte ”tutto porta fuorché consiglio”, come ironizza un dirigente di Futuro e Libertà. L’ordine, insomma, è di non fare passi indietro.

E se in ambienti di Fli ormai si dà per perso il voto di Maria Grazia Siliquini, di certo si conta molto sulla compattezza dei gruppi che potrebbero regalare ”una sorpresa a Berlusconi e agli italiani”. I numeri, avrebbe ribadito in più di un passaggio Fini, ci sono.

Ottimista anche il portavoce del partito, Italo Bocchino, che, uscendo dalla riunione, ha ribadito che i parlamentari di Futuro e Libertà voteranno compatti la mozione di sfiducia.

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Alberto Francavilla