Wsj: "Austerity per italiani ma non per politici"

ROMA – ''La volonta' del premier Silvio Berlusconi di tagliare le spese pubbliche sta puntando i riflettori su alcuni tra i piu' grandi 'spendaccioni' dell'Italia, la sua classe politica''. Lo statunitense The Wall Street Journal, torna sulla crisi del debito italiano e dedica un ampio articolo ai costi della politica e in particolare a quelli dei parlamentari italiani, ''tra i piu' pagati in Europa, quasi il doppio di quelli britannici''.

Secondo il Wsj, i benefici degli inquilini di Montecitorio includono ''uffici gratuiti a Roma'', spesso al di fuori della Camera dei deputati, ''voli e parrucchieri''. Dal 1948 ad oggi, i salari dei parlamentari sono cresciuti, in media, ''del 9,8%'' contro ''il 3% dei lavoratori italiani''. E – continua il foglio finanziario – ''simbolo evidente dei loro privilegi e' il palazzo della Camera dei deputati''.

Il Wsj osserva quindi che ''nonostante diverse misure di austerity siano state imposte agli italiani negli ultimi anni, i salari e i benefici dei membri del Parlamento sono rimasti intatti'', e ''ora che alla popolazione e' stato chiesto di ingoiare un altro periodo di austerity, molti italiani dicono 'basta'''.

Il ministro dell'Economia Tremonti – ricorda ancora il quotidiano – ''ha stabilito l'istituzione di una commissione incaricata di individuare le strade per portare i costi del Parlamento italiano in linea con quelli dei maggiori membri dell'Ue'' ma ''tagliare non sara' facile. La commissione dovrebbe presentare le sue decisioni entro la fine dell'anno, ma le sue proposte dovranno essere approvate dal Parlamento, essenzialmente chiedendo ai legislatori di accettare tagli ai loro stessi benefici''.

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