Accordo Fatah-Hamas, il nuovo governo slitta a metà giugno

RAMALLAH – Slitta a non prima di metà giugno la costituzione del nuovo governo transitorio di unità nazionale palestinese previsto dal recente accordo di riconciliazione fra Fatah – il partito del presidente moderato dell'Autorita' nazionale palestinese (Anp), Abu Mazen, al potere in Cisgiordania – e la fazioni radicali capeggiate da Hamas, al potere a Gaza.

Lo ha reso noto oggi uno dei protagonisti del negoziato, Nabil Shaath, storico esponente di Fatah, precisando che la questione sarà al centro di un incontro fissato per il 14 giugno al Cairo sotto l'egida della mediazione egiziana, gia' decisiva per la 'riconciliazione' del mese scorso.

Shaath in precedenza aveva indicato la prima settimana di giugno quale termine per la nascita del nuovo governo. Ma la scadenza è poi trascorsa senza novità di sorta.

Il nuovo governo, stando alle intese, dovrà essere formato da tecnici super partes e senza la presenza di esponenti di alcuna fazione.

Esso avrà il compito di occuparsi di politica economica, di consolidare le istituzioni in vista della proclamazione formale d'uno Stato palestinese e di preparare nuove elezioni presidenziali (alle quali Abu Mazen ha gia' fatto sapere di non volersi ricandidare), legislative e locali entro un anno. In attesa del voto, la gestione dell'eventuale ripresa dei negoziati e del processo di pace con Israele (che Hamas, al contrario dell'Anp, continua a non riconoscere) restera' comunque sotto il controllo esclusivo di Abu Mazen.

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luiss_smorgana