KABUL, AFGHANISTAN – I talebani, impegnati dal primo maggio nella loro offensiva di primavera denominata ”Badar”, si sono scontrati duramente per 48 ore a Kandahar City, nell’Afghanistan meridionale, con le forze di sicurezza afghane che, per contrastare i commando armati ed i kamikaze penetrati in vari quartieri della citta’, hanno dovuto chiedere l’appoggio di reparti della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf, sotto comando Nato).
Preparata da molte settimane, l’offensiva ha avuto un effetto dirompente soprattutto nel pomeriggio di domenica, quando vari attentatori suicidi a piedi ed a bordo di automobili e riscio’ a motore si sono scagliati contro almeno sei edifici pubblici: la sede del governatore Tooryalai Wesa, quella del Comune, gli uffici della Direzione nazionale della sicurezza (Nds), i quartieri generali della polizia nazionale e stradale, ed un commissariato.
Per fare questo i militanti hanno occupato posizioni strategiche in palazzi circostanti, prendendo possesso anche di un hotel e di un centro commerciale, da dove hanno sparato con armi leggere e pesanti, utilizzando anche lanciarazzi e bombe a mano. Il fragore delle esplosioni, gli intensi scambi di colpi d’arma da fuoco e l’intervento degli elicotteri della polizia afghana e della Nato, hanno causato enorme panico fra i commercianti e la popolazione in molti quartieri della citta’, che fu capitale dell’Afghanistan durante il governo talebano dal 1996 al 2001.
Riassumendo quella che la stampa locale ha definito una vera e propria ”battaglia campale”, il portavoce del ministero dell’Interno, Zmarai Bashari, ha sostenuto che ”almeno 23 insorti, fra cui otto kamikaze, sono stati uccisi in 48 ore”. Hanno perso la vita anche quattro civili e due agenti di polizia. Per mostrare la loro forza, i talebani hanno annunciato di avere messo in campo un centinaio di uomini, fra cui decine che il 25 aprile parteciparono alla spettacolare evasione di 500 prigionieri dal carcere di massima sicurezza di Kandahar.
Questo particolare e’ stato confermato anche dalle autorita’ afghane. Il presidente Hamid Karzai ha reagito duramente alla nuova violenta azione degli insorti, attribuendola alla loro volonta’ di vendicare l’uccisione di Osama bin Laden. Ma un loro portavoce ha categoricamente smentito questa relazione, sostenendo che il progetto, ”per la sua evidente complessita’, era stato messo in cantiere da molto tempo”.
In una conferenza stampa, il governatore provinciale Wesa ha cercato di minimizzare l’accaduto. ”I talebani – ha detto – hanno come unico obiettivo quello di mostrare che sono presenti nella regione. Vogliono solo spaventare la gente di Kandahar e danneggiare le attivita’ commerciali. Ma non ci riusciranno e invece dovrebbero capire che l’unica cosa che resta loro e’ di unirsi a noi nel processo di pace”.
Lo stesso generale James Laster, uno dei portavoce dell’Isaf, ha detto che ”si è trattato di uno spettacolare attacco nel quadro dell’offensiva di primavera”. I talebani hanno lanciato altri attacchi nella vicina valle del fiume Arghandab, che e’ considerata dai ribelli un passaggio molto importante per i rifornimenti di armi e uomini verso Kandahar.