ROMA – Silvio Berlusconi confessa ai giornalisti stranieri di aver passato, di recente, un momento in cui ha pensato di dimettersi. E cosa può averlo portato a pensare di essere arrivato al capolinea del suo mandato da premier? Lo scandalo Ruby? Le intercettazioni a fiume che dalla procura finivano sui giornali? L’accusa infamante di aver avuto rapporti sessuali con una prostituta minorenne? La telefonata in Questura per “salvare” la nipote di Mubarak, la crisi con Fini?
Niente di tutto ciò. Berlusconi ha pensato di dimettersi quando ha deciso di far parte della colazione Nato contro la Libia, “tradendo” così l’antica amicizia con il colonnello Gheddafi. Una decisione difficile, che ha ricordato nel corso di una cena con alcuni corrispondenti esteri. Berlusconi ha quindi ripercorso le tappe del rapporto con Gheddafi, fino alla scelta di far partecipare l’Italia alla coalizione per fermare le truppe del Colonnello.
Il capo del governo ha ricordato che nel rapporto con la Libia ha pesato molto il passato coloniale dell’Italia. Berlusconi ha sottolineato come le foto di quanto fatto dagli italiani durante l’occupazione, custodite nel museo a Roma, lo abbiano molto colpito. Ecco perché l’idea di mettere in atto delle operazioni militari su quel territorio è stata una scelta sofferta e difficile: ho persino pensato di dimettermi, ha detto ad un certo punto il premier, aggiungendo che alla fine ha deciso di restare al suo posto.