Copenaghen, l’India ci ripensa sulle emissioni

Jairam Ramesh

Il premier indiano Manmohan Singh ha tirato un sospiro di sollievo perché alla vigilia dell’inizio del Vertice dell’Onu sui Mutamenti climatici di Copenaghen è rientrata la rivolta di due dei suoi principali sherpa che avevano annunciato le dimissioni in dissenso con la nuova posizione indiana sulle quote di riduzione delle emissioni di CO2.

Dopo il discorso alla Camera del ministro dell’Ambiente Jairam Ramesh sul progetto di riduzione volontaria del 20-25% dell’intensità delle emissioni entro il 2020, Chandrasekahr Dasgupta e Prodipto Gosh, negoziatori chiave del team indiano, hanno rivelato il loro disaccordo, sostenendo che tale disponibilità, e l’ipotesi di un controllo internazionale su questo impegno, erano state offerte senza contropartite.

Da qui la decisione di non viaggiare a Copenaghen. Ma una serie di riunioni con il ministro Ramesh, scrive  la stampa di New Delhi e viene riportato dall’Ansa, hanno permesso di superare almeno formalmente l’impasse e convinto i due sherpa a preparare le valigie. Intanto il quotidiano economico Business Standar scrive  che il primo obiettivo che il governo di Singh vuole raggiungere entro il 2015 è la riduzione di un quinto delle circa 540milioni di tonnellate di CO2 legate all’energia prodotta dal carbone. Per questo, sostiene il giornale, sono stati progettati investimenti equivalenti a 10,6 miliardi di euro.

Published by
Lorenzo Briotti