Egitto, stampa Israele pessimista: "Verso nuova Massada"

TEL AVIV, 11 SET – Un tono di scoraggiamento domina i commenti della stampa israeliana al termine di una settimana in cui l'ambasciata di Israele al Cairo e' stata presa d'assalto da dimostranti e in cui l'ambasciatore ad Ankara e' stato espulso dalla Turchia. E torna l'incubo di Massada: la fortezza sul mar Morto in cui duemila anni zeloti ebrei si arroccarono in un'ultima disperata battaglia con le legioni romane.

Un ex consigliere del premier laburista Yitzhak Rabin, Eitan Haber, va oggi col pensiero agli anni Sessanta, quando pure Israele si sentiva circondato da nemici. Ma allora poteva avvalersi dell'amicizia di importanti Paesi, come Iran e Turchia. Anche se Israele ha a suo parere le proprie colpe (per non aver trovato in 40 anni una soluzione alla questione palestinese) oggi l'odio verso Israele ''lega i ribelli contro Gheddafi con i suoi sostenitori, lega i sunniti agli sciiti, gli alawiti siriani ai rivoluzionari in Egitto''.

Da qui, prosegue Haber, l'incubo che Israele diventi una nuova Massada, costretto a misurarsi con una vasta coalizione di nemici. ''Prima di arrivare a Massada – avverte – dovremo passare per Sparta''.

Sul suo stesso giornale un noto intellettuale egiziano, lo scrittore Ali Salem, esprime vergogna per l'attacco dei dimostranti del Cairo all'ambasciata di Israele. ''E' stata una giornata triste, frustrante e vergognosa per me'' afferma. Di fronte alla ''fuga' del corpo diplomatico israeliano, aggiunge, ''ho avvertito forti palpitazioni al cuore''. Il giornale israeliano nota che da due settimane Salem ha fatto perdere le proprie tracce. Ha parlato a Yediot Ahronot da un telefono cellulare, da una localita' sconosciuta a centinaia di chilometri dal Cairo, dove ritiene improbabile che sara' sorpreso dai suoi oppositori.

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Emiliano Condò