Il G8 sostiene i venti di democrazia che spirano sulla sponda sud del Mediterraneo. E lancia dal summit di Deauville un vero e proprio partenariato per la 'Primavera Araba' creando un fondo il – Il G8 sostiene i venti di democrazia che spirano sulla sponda sud del Mediterraneo. E lancia dal summit di Deauville un vero e proprio partenariato per la 'Primavera Araba', creando un fondo – il cui ammontare potrebbe arrivare a 40 miliardi di dollari – per accompagnare quei paesi nel loro cammino. Il vertice mette gia' sul piatto 20 miliardi di dollari per Tunisia e Egitto indirizzate sulla strada della democrazia, ma guarda anche a quegli Stati – Libia e Siria in primis – in cui la repressione tiene banco, condannando ogni violenza. E mette nero su bianco – in una posizione unanime – che Gheddafi se ne deve andare.</p>
<p>''Non è più legittimato'', spiegano i Grandi al termine di un summit che ha visto Mosca dirsi pronta a 'mediare' per l'uscita di scena del rais. Con Obama e Sarkozy che si dicono ''determinati a proseguire il lavoro fino alla fine''. I Grandi leggono quanto sta avvenendo nella regione anche in chiave di processo di pace e spiegano che questi cambiamenti ''rendono più, e non meno, importante'' la ripresa dei negoziati senza ulteriori ''rinvii'' tra Israele e palestinesi.</p>
<p>Su quella strada delineata da Obama – che nei giorni scorsi ha parlato della necessità di tornare ai confini del '67 – per un accordo sullo status finale. Ma se la politica estera, alla luce della 'Primavera araba', ha impegnato molte delle discussioni del vertice, anche la crisi economica ha continuato a fare la sua parte.</p>
<p>Con un rinnovato impegno – a fronte di una ripresa che c'è, ma è fragile – a fare ogni sforzo per una crescita duratura, forte e sostenibile e per la creazione di posti di lavoro. Un obiettivo da raggiungere con un consolidamento dei bilanci e le riforme, scrivono gli Otto Grandi della Terra in una dichiarazione finale del summit dove per la prima volta entra anche Internet, con un accordo tra tutti sulla necessità di governare la rete, senza imbrigliarne però lo slancio e le potenzialità.</p>
<p> </p>