BRUXELLES – La Nato ha prove e rapporti di intelligence che dimostrano che il flusso illegale delle armi verso la Libia ”è un’attività che continua”: lo ha detto la portavoce dell’Alleanza Oana Lungescu, in un incontro stampa a Bruxelles, nel quale sono state dettagliate le informazioni sulla missione della Nato partita oggi, 23 marzo, per fare rispettare l’embargo delle armi.
La missione della Nato può contare su 16 mezzi, tra cui sei (un sottomarino e cinque navi) messi a disposizione dalla Turchia e tre dall’Italia (tra cui la nave ammiraglia). Lo ha comunicato la Nato a Bruxelles.
I paesi che per ora partecipano alla missione sono: Italia, Canada, Spagna, Gran Bretagna, Grecia, Stati Uniti e Turchia, ha riferito il generale canadese Pierre St-Amand, in un incontro stampa a Bruxelles.
I mezzi comprendono l’ammiraglia di comando italiana, dieci fregate (quattro turche e una ciascuno da parte di Canada, Spagna, Gran Bretagna, Grecia, Italia e Usa), tre sottomarini (Spagna, Italia e Turchia) e due navi ausiliarie (Italia e Turchia).
La missione potrà inoltre contare su altri ”mezzi” messi a disposizione dagli alleati, su cui però l’alto ufficiale non ha fornito dettagli. ”Lo scopo della missione è di interrompere il flusso di armi verso il regime libico”, ha detto la portavoce della Nato Oana Lungescu. ”Abbiamo prove e rapporti di intelligence che dimostrano che questa attività continua”, ha aggiunto.
”E’ importante il lancio di questa missione da parte della Nato, nell’ambito degli sforzi della comunità internazionale per fare applicare la risoluzione 1973 delle Nazioni Unite”, ha rimarcato la portavoce.