Libia, viceministro degli Esteri: “La coalizione vuole spaccare in due il Paese”

ROMA – ”La tattica della coalizione è imporre una situazione di stallo per spaccare il Paese in due”: lo ha affermato il viceministro degli Esteri libico Khaled Kaim in collegamento  da Tripoli con il programma Porta a Porta.

”Questo vuol dire guerra civile”, ha continuato evocando una situazione simile a quella della Somalia. Nel riferirsi alla spaccatura del paese ”in due”, Kaim ha parlato del presunto obiettivo di ricreare i ”confini del ’42-’43, dopo che l’Italia se ne andò per l’occupazione della Gran Bretagna. E questo significa guerra civile nel paese”, ”una guerra continua, l’inizio di una nuova Somalia: una situazione molto pericolosa”.

”I ribelli continuano ad attaccare le nostre forze armate”, ha detto ancora il viceministro degli Esteri libico affermando che ”se saremo spinti a un guerra civile”, ”la risoluzione 1973” dell’Onu, quella ”che doveva proteggere i civili, sarà invece rivolta all’uccisione dei civili”.

Kaim, in collegamento da Tripoli con Porta a Porta che in un inedito confronto ha contemporaneamente ospitato anche il presidente del presidente del Consiglio nazionale provvisorio (Cnt) Mustafa Abdel Jalil in onda via telefono, ha lanciato una sorta di appello affermando: ”Adesso la sfida è questa: deporre tutte le armi per poi parlare pacificamente”.

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Emiliano Condò