Libia: volevano cacciare l’ambasciatore di Bengasi, due fermati a Perugia

(ANSA) – PERUGIA, 30 MAG – Volevano invadere la sede romana del Governo transitorio libico di Bengasi per cacciare l'attuale ambasciatore ma la polizia li ha bloccati poche ore prima che mettessero in atto i loro propositi. In carcere sono cosi' finiti due libici di 21 e 33 anni anche se nell'inchiesta della digos del capoluogo umbro e dell'ucigos coordinate dalla procura perugina sono almeno oltre una decina gli indagati. Per i due giovani il fermo e' stato disposto per il reato di associazione per delinquere. Provvedimento disposto dal procuratore Giacomo Fumu e dal sostituto Giuliano Mignini. Domani mattina compariranno davanti al gip di Perugia per l'udienza di convalida. Sull'inchiesta viene comunque mantenuto il massimo riserbo perche' le indagini sono ancora in corso. Secondo gli inquirenti i due fermati si sono associati con i loro connazionali pro Gheddafi, in Italia e in Libia, alcuni non ancora identificati, per commettere una serie di reati quali quelli di minacce, violenza privata, invasione di edifici e percosse. Questo per condizionare altri libici che vivono a Perugia e in altre citta' italiane in favore del regime del colonnello Gheddafi. Impedendo quindi – secondo l'accusa – l'espandersi dell'influenza del Consiglio nazionale transitorio riconosciuto dal Governo italiano. Il gruppo avrebbe minacciato loro connazionali di morte o di violenze nei confronti di parenti. In base alla ricostruzione della digos perugina, diretta da Lorenzo Manso, e dell'Ucigos, guidata dal prefetto Stefano Berrettoni, i libici al centro dell'indagine (con i due fermati ritenuti i posizione di vertice) aveva contatti anche con funzionari del regime di Gheddafi e non si esclude con i suoi servizi segreti. Avrebbe anche ricevuto somme di denaro dal Paese nordafricano. Aspetti sui quali gli accertamenti sono comunque ancora in corso. Tra i loro obiettivi ipotizzati dagli inquirenti quello di invadere l'ambasciata a Roma (dove la sorveglianza e' stata negli ultimi giorni rafforzata) per cacciare l'attuale rappresentante diplomatico, espressione del Governo di Bengasi. La polizia e la procura di Perugia ritengono che i due fermati e i loro connazionali coinvolti nell'inchiesta volessero costringerlo con la forza ad abbandonare la sede e quindi lasciarla in loro possesso. Riserbo sulle modalita' operative ipotizzate per realizzare il piano. Il tentativo e' stato comunque sventato per l'intervento della polizia. (ANSA).

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Maria Elena Perrero