Medio Oriente; al G8 non cita i confini 1967, Israele tesse le lodi al Canada

TEL AVIV – Il ministro degli Esteri
israeliano, Avigdor Lieberman, ha elogiato oggi pubblicamente il
Canada per essersi opposto a qualunque riferimento esplicito ai
confini del 1967 quale base di soluzione del conflitto
israelo-palestinese nell'ennesimo appello redatto al vertice G8
di Deauville in favore di un rilancio del processo di pace.
''Il Canada e' un vero amico di Israele'' e ''comprende che
le frontiere del '67 sono incompatibili con le nostre esigenze
di sicurezza'', ha commentato Lieberman, riecheggiando quanto
affermato a Washington sullo stesso tema dal premier Benyamin
Netantyahu in risposta al presidente degli Usa, Barack Obama.
L'appello del G8, secondo indiscrezioni dei media, non ha
incluso alcun richiamo al confine antecedente la guerra dei Sei
Giorni del 1967 a causa del veto solitario imposto dal premier
conservatore canadese, Stephen Harper, alfiere di una politica
nettamente filo-israeliana. Il testo – che sollecita sia gli
israeliani sia i palestinesi a compiere gesti di buona volonta'
per riprendere immediatamente il negoziato, indicato come unica
strada verso ''una soluzione complessiva e duratura del
conflitto'' – manifesta tuttavia il consenso degli Otto ai punti
chiave del recente discorso di Obama sul Medio Oriente: discorso
nel quale il leader della Casa Bianca ha invocato apertamente un
accordo di pace ''basato sui confini del '67'', seppur corretti
da qualche ''scambio di territori concordato''.

Published by
Lorenzo Briotti