Nucleare, Iran: 'Holding israeliana rischia in patria'

TEL AVIV – Il governo israeliano sta considerando l'ipotesi di revocare ogni investimento pubblico nella mega-holding dei fratelli Ofer, due degli uomini d'affari piu' influenti d'Israele, una cui azienda e' stata inserita a sorpresa dagli Usa in una nuova lista nera di soggetti sottoposti a sanzioni per presunti commerci illeciti con l'Iran. Lo riferisce oggi il giornale Haaretz. I fratelli Ofer – stabilmente nella lista dei tre o quattro uomini piu' ricchi d'Israele – sono titolari di un impero multinazionale che spazia dalla finanza alle navi. Secondo il dipartimento di Stato americano, una loro azienda avrebbe venduto una petroliera destinata a un'acquirente finale iraniano e adibita poi al trasporto di combustibile, in violazione dell'embargo imposto a Teheran a causa dei suoi programmi nucleari. Programmi che diversi Paesi – primo fra tutti proprio Israele – ritengono finalizzati a obiettivi militari e giudicano potenzialmente micidiali per la sicurezza della regione. Al momento, le autorita' israeliane non hanno ancora avallato i sospetti degli Usa. Ma non hanno neppure accolto formalmente la tesi difensiva degli Ofer, secondo cui la loro societa' avrebbe trattato con altri, senza avere conoscenza (ne' possibilita' di controllo) su eventuali successive transazioni verso l'Iran.

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