WASHINGTON – Barack Obama crolla di nuovo nei sondaggi di popolarità tra gli elettori americani. Tutta colpa dei gravi problemi che ancora affliggono l'economia a stelle e strisce: la disoccupazione ancora altissima, l'aumento del prezzo della benzina e il deficit che resta la vera spada di Damocle sui conti statunitensi.
Dati che, se non cambieranno, potrebbero riaprire la partita con i repubblicani e rendere più difficile a Obama la campagna per la sua rielezione.
Così ora, a sorpresa, a diciassette mesi dal voto presidenziale, Obama si trova testa a testa con Mitt Romney, il candidato repubblicano, al momento in pole position tra i suoi futuri avversari per la Casa Bianca. Insomma, il picco di popolarità registrato all'indomani della morte dello sceicco del terrore, è svanito in poco più di un mese.
All'epoca, erano i primi giorni di maggio, Obama raggiunse la quota record del 56%. Oggi, secondo un sondaggio del Washington Post-Abc News e Pew Research Center, è fermo al 49%. In particolare, il 44esimo presidente degli Stati Uniti viene bocciato in economia dal 61% degli americani, una cifra record, la più alta da quando ha varcato il portone della Casa Bianca.
A influire su questo crollo di fiducia, gli allarmanti dati di venerdì scorso secondo cui il tasso di disoccupazione, malgrado gli investimenti e gli sforzi del Tesoro Usa, continua a salire, passando in un mese dal 9% al 9,1%. E nonostante i tentativi di rilancio, sono stati recuperati solo 54mila nuovi posti di lavoro. A spiegare bene questo clima di grave pessimismo, il dato secondo cui per l'89% degli americani l'economia è in cattivissimo stato, e il 57% ritiene che la ripresa non sia ancora iniziata.
Numeri così negativi da spingere l'inquilino della Casa Bianca, per la prima volta da quando è presidente, indietro rispetto a un suo futuro competitor al voto del novembre 2012, quel Mitt Romney, che presentando la sua candidatura qualche giorno fa ha già fatto capire che ovviamente la sua campagna sarà tutta basata sull'economia. I due, al momento si trovano pari al 47% tra tutti gli elettori americani, ma l'ex governatore del Massachusetts è avanti, 49% a 46%, tra gli elettori registrati, quelli che già si sono, come dire, ''prenotati'' per andare a votare l'anno prossimo.