NEW YORK – Negli Stati americani controllati
dal partito repubblicano, all'opposizione negli Usa, e' in corso
una riscrittura delle regole di voto, in modo da renderlo meno
facile nella prospettiva delle presidenziali del novembre 2012.
Come scrive oggi il New York Times con ampio rilievo, modifiche
di questo tipo sono in corso in ben 13 Stati (tra cui i decisivi
Ohio e Pennsylvania) e nuove regole sono gia' entrate in vigore
in Texas, in Wisconsin, in Kansas e South Carolina.
L'idea e' di rendere obbligatoria la presentazione di un
documento di identita' al seggio in cui si vota, di ridurre il
periodo durante il quale si potra' votare per corrispondenza e
rendere piu' difficile l'iscrizione sulle liste elettorali.
Agli occhi di un europeo sembrano decisioni sensate, ma i
democratici sostengono che le proposte dei repubblicani abbiano
in realta' poco a che vedere con la lotta alle frodi, dato che
verrebbero soprattutto escluse dal voto le minoranze ed i piu'
poveri, che spesso votano per il partito del presidente Barack
Obama, falsando decisamente i giochi.
La polemica infuria da anni. Nel 2000, i voti di numerosi
neri erano stati contestati in Florida, dove fino all'ultimo
c'era stato un braccio di ferro tra il repubblicano George W.
Bush, alla fine eletto grazie alla Corte Suprema Usa, ed il suo
avversario democratico Al Gore.