Negli ”ultimi anni” gli Stati Uniti hanno stabilito con l’Eni ”rapporti frequenti e molto trasparenti” fondati su uno ”scambio di idee e visioni sulla situazione dei mercati energetici, con particolare riferimento a quello del gas”. A sottolinearlo, in una dichiarazione all’Ansa, in piena bufera Wikileaks, è Douglas Hengel, da qualche settimana numero due dell’Ambasciatore americano a Roma David Thorne e successore di Elisabeth Dibble, la diplomatica citata in un cable inviato al dipartimento di Stato da Via Veneto e reso noto dal sito di Julian Assange.
Negli ultimi tre anni, prima di sbarcare a Roma, Hengel è stato vice assistente del Segretario di Stato Usa per energia, sanzioni e materie prime. Spettava a lui formulare e promuovere la politica americana di sicurezza energetica internazionale, oltre che tenere i contatti con l’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) basata a Parigi. Nasce da qui la conoscenza, dovuta ai costanti contatti, della politica energetica del Cane a sei zampe e degli interessi comuni con l’amministrazione americana.