Wojtyla beato a tempo di record: in vita ha fatto 483 santi e 1345 beati

Papa Giovanni Paolo II (foto Lapresse)

CITTà DEL VATICANO – Beato a tempo di record, Giovanni Paolo II in vita ha decretato 483 santi e 1.345 beati: una vera e propria fabbrica di santi, con un numero di canonizzazioni superiore a quelle fatte complessivamente da tutti i papi negli ultimi 400 anni.

I suoi predecessori del Novecento si sono limitati a poche santificazioni: Pio X quattro, Benedetto XV tre, Pio XI 34, Pio XII 33, Giovanni XXIII dieci, Paolo VI 84. Prima ancora, andando a ritroso da fine Ottocento al Concilio di Trento, ciascun papa non proclamava in media che due o tre santi, magari di peso, come Gregorio XV che canonizzò Ignazio di Loyola, Francesco Saverio, Filippo Neri e Teresa d’Avila, cioè vere colonne del culto tra i fedeli.

Il boom del pontificato di Wojtyla è stato favorito dal ripristino, dovuto a Pio XI, delle beatificazioni collettive ed ha alcune precise motivazioni. Per Karol Wojtyla i santi hanno avuto un’ importanza notevole per la religiosità dei fedeli, che devono poter ispirarsi a figure che li avvicinino a Dio. E tali figure devono essere il più vicine possibile agli uomini contemporanei, tanto che Giovanni Paolo II ha proclamato santi personaggi morti da poco e ancora vivi nel ricordo di tanti che li avevano conosciuti (padre Pio, ad esempio, è stato canonizzato solo 34 anni dopo la morte) e ha incitato le diocesi a promuovere cause di santificazione non solo per religiosi ma soprattutto per laici.

Giovanni Paolo II ha beatificato o santificato moltissimi laici e persino, con gli italiani Beltrame Quattrocchi, una coppia di sposi. Ha beatificato o santificato giovanissimi come Francisco e Gacinta, i due pastorelli che assistettero nel 1917, alle apparizioni della Madonna a Fatima. E ha portato agli onori degli altari interi gruppi di persone, come alcune vittime della guerra civile in Spagna o dei campi di sterminio nazisti e delle persecuzioni staliniane.

Nell’esercito di santi o beati wojtyliani ci sono Massimiliano Kolbe, il francescano polacco che rinchiuso ad Auschwitz offrì la sua vita al posto di un padre di famiglia destinato alla fucilazione dai nazisti; Giovanna Beretta Molla, pediatra milanese morta di cancro per non aver voluto curarsi e interrompere la quarta gravidanza; padre Pio da Pietrelcina, frate del popolo e Josemaria Escriva’, fondatore della influente Opus Dei; c’è Edith Stein, morta come suora cattolica in un lager nazista, ma nata ebrea e discepola di Husserl; c’è una schiava sudanese, Giuseppina Bakhita, divenuta suora in Italia dopo essere stata liberata; ci sono martiri messicani della guerra civile degli anni Venti, martiri cinesi di vari periodi storici, vittime della guerra civile spagnola e del comunismo in vari paesi europei, vittime della rivoluzione francese; ci sono due papi, Pio IX e Giovanni XXIII, ci sono vari santi ”nazionali”, come l’indio messicano Juan Diego o il guatemalteco De Betancourt.

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