
ROMA – “Mediobanca, Intesa Sanpaolo e Generali – scrive Sergio Boccini del Corriere della Sera – hanno chiesto ieri la scissione di Telco, formalizzando cosรฌ nel primo giorno utile delle finestra contrattuale (che si chiude a fine mese) lโarchiviazione della finanziaria e del patto parasociale che finora ha ยซblindatoยป il 22,4% di Telecom Italia. A questo punto mancano le autorizzazioni dalle autoritร competenti perchรฉ lโoperazione venga definita e le partecipazioni dirette in Telecom Italia siano attribuite agli ex partecipanti allโaccordo. La tempistica potrebbe perรฒ non essere breve visto che รจ richiesto anche un ยซpassaggioยป in Brasile”.
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Una volta tramontata Telco, lโazionariato di Telecom Italia vedrร come primo socio la spagnola Telefonica con il 14,8%, seguita dalla Findim della famiglia Fossati con il 4,9%, BlackRock che secondo le ultime indicazioni disponibili dovrebbe avere in portafoglio fra i vari fondi il 4,8%, Generali con il 4,3% e i due istituti, Mediobanca e Intesa Sanpaolo, con lโ1,6% a testa. Una struttura dunque piรน simile a quella di una public company, soprattutto pensando che oltre il 50% del capitale รจ detenuto complessivamente da investitori istituzionali internazionali che nel corso delle ultime due assemblee hanno dimostrato una grande attenzione alle scelte di governance. In particolare in occasione del rinnovo del consiglio in aprile il voto massiccio a favore della lista di Assogestioni si รจ tradotto in un ribaltone, al quale ha dato il contributo decisivo a sorpresa lโallineamento di Fossati con i fondi. Uno scenario di maggioranze prestabilite appare dunque al momento difficile da tracciare. Ed รจ un quadro di cui Telefonica dovrร tener conto.
Finisce qui, con le richieste di scissione, la ยซstoriaยป della finanziaria fondata nel 2007 in occasione del passaggio alla cordata costituita da Telefonica, Generali, Mediobanca, Intesa Sanpaolo e Sintonia (Benetton) del 23% circa di Telecom attraverso lโacquisto di Olimpia, la societร con la quale Pirelli ed Edizione (Benetton) avevano rilevato nel 2001 la quota da Bell.
Un esito scontato da circa un anno. Nel giugno scorso Mediobanca, in occasione della presentazione del piano strategico, aveva annunciato il disimpegno. E nel settembre 2013 i soci di Telco hanno raggiunto un accordo in base al quale Telefonica รจ salita al 66% e gli azionisti italiani hanno ridotto le partecipazioni a quelle attuali, pari al 19,32% per Generali e al 7,34% sia per Piazzetta Cuccia sia per Intesa. Ieri Mediobanca nel comunicato sulla scissione ha sottolineato che da quel riassetto, che ha significato lโavvio dellโuscita da Telco, il titolo del gruppo telefonico ha registrato un incremento del 65%, contro il 13% del settore europeo e il 23% di Piazza Affari (ieri lโazione, che giovedรฌ era tornata sopra quota un euro, ha ceduto il 4,2% a 96 centesimi). Lโistituto guidato da Alberto Nagel ha poi ricordato che ยซlโoperazione si inquadra nel piรน ampio processo di riduzione dellโesposizione al comparto azionario, parte integrante delle linee guidaยป del business plan.
Nel rendere note le decisioni Mediobanca e Intesa hanno indicato le plusvalenze implicite alle quotazioni attuali, pari rispettivamente a 110 e 35 milioni, e un centinaio di milioni รจ stimabile anche per Generali. Per tutti perรฒ la storia in Telecom si chiude con un bilancio contabile ben diverso, visto che il titolo รจ stato in questi anni piรน volte svalutato.
