
ROMA – Un ex presidente agli arresti domiciliari per corruzione e abuso d’ufficio. E il suo successore indagato per falso. L’epitaffio sull’Authority di vigilanza per gli appalti pubblici (Avcp) arriva a motori spenti, quando l’organismo anti-corruzione di Raffaele Cantone ha oramai assorbito le competenze della disciolta Avcp.
Ma la svolta investigativa che ha portato ai domiciliari l’ex numero uno dell’organo di vigilanza, Giuseppe Brienza, rivela anche l’inconciliabile mondo delle Soa.
Scrive Ilaria Sacchettoni sul Corriere della Sera:
Tenute alla terzietà come organismi in parte pubblici ma votate alla clientela in quanto spa private. Di fatto ad alcune Soa veniva concesso il potere di attestare l’idoneità dell’impresa a eseguire i lavori, mentre il controllore, dall’Avcp, negoziava i suoi benefici. Nel caso specifico, il patto fra Brienza e la Axsoa dell’imprenditore Mauro Calcagni — già arrestato un anno fa — avrebbe portato vantaggi all’uno e all’altro. Secondo la Procura Brienza avrebbe spuntato un appartamento in uso gratuito a via Nizza per la figlia Rossella, una consulenza per la compagna (Cinzia Loperfido) più incarichi e benefit per sé. Uno dei quali «retribuito con la somma di 5mila euro mensili in nero».
Le indagini del pm Giancarlo Cirielli e dell’aggiunto Nello Rossi ricostruiranno ora quali e quanti appalti pubblici siano finiti in mano a società certificate senza competenze (alcune al lavoro anche per l’Expò di Milano). Intanto l’ex presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino (nella foto in alto), successore dello stesso Brienza all’Authority, è stato iscritto sul registro degli indagati. Per lui, come per il direttore generale della Vigilanza lavori dell’Asvp Maurizio Ivagnes , per la funzionaria dell’Ufficio qualificazione, Maria Grassini e per l’imprenditore Alfredo Gherardi l’accusa è di abuso d’ufficio. Assieme avrebbero dato il via libera alla fusione di due Soa prive dei requisiti (Soanc e Axsoa). Gli approfondimenti delle unità speciali del nucleo di tutela mercati della Finanza erano partiti nel 2013 con le indagini su Calcagni. Già allora erano emersi conflitti di interesse fra vigilante (authority) e vigilato. Ora l’inchiesta parla, più in generale, di «una grave patologia di sistema».
