Il Corriere della Sera: “Berlusconi al Colle a sorpresa”. Il castello degli annunci. Editoriale di Antonio Polito:
La politica dellโannuncio รจ politica. Produce fatti e conseguenze politiche. Non รจ solo marketing. Se un annuncio convince dieci milioni di italiani che dal giorno dopo le Europee staranno un poโ meglio, non solo vanno meglio le Europee, ma cresce anche lโindice di fiducia delle famiglie, e si puรฒ sperare in piรน consumi e investimenti.
Tony Blair visse per lโintera prima legislatura sullโonda degli annunci: si chiamavano white paper , riforme annunciate, date in pasto alla stampa, digerite dal pubblico come cambiamenti epocali, e poi dimenticate. Ma tirarono su il morale di una nazione depressa dal post-thatcherismo. Mentre fu solo quando dagli annunci passรฒ ai provvedimenti che Gerhard Schrรถder perse le elezioni, per aver davvero rifatto il welfare tedesco e salvato la Germania dal declino economico. Ma il problema di Renzi, come ha notato ieri il Financial Times , รจ che i suoi giorni non ricordano neanche pallidamente gli anni ruggenti di Blair e Schrรถder. I quali danzarono su unโera di espansione e di crescita. Mentre Renzi si deve calare nella peggiore recessione del dopoguerra.
La politica dellโannuncio di Renzi รจ lโopposto di quella praticata dal suo predecessore. Quando Letta voleva fare una cosa, prima cercava il consenso dei tecnici e della sua maggioranza, e poi procedeva col minimo comun denominatore. Quando Renzi vuole fare una cosa, prima lโannuncia e poi chiede ai tecnici e alla sua maggioranza di realizzarla. In questo modo Letta produsse uno sconto fiscale di 18 euro al mese per i redditi bassi e Renzi ne produrrร uno da 80 euro al mese. Si direbbe dunque che funziona.
Al termine di una giornata apparentemente interlocutoria, la notizia dellโincontro serale tra il capo dello Stato e Silvio Berlusconi (chiesto dal leader di Forza Italia, come evidenzia la nota del Quirinale) ha riposizionato in cima allโagenda il tema dei numeri presenti in Parlamento per portare a compimento il percorso delle riforme. E non solo. Perchรฉ, nonostante le acque agitate in cui naviga Forza Italia, la visita al Quirinale dellโex premier assume significati molteplici: in assenza di un verbale del faccia a faccia, si puรฒ ritenere certamente che sia stato messo in evidenza dal leader azzurro il contributo (in termini di numeri) che il suo partito puรฒ dare sul terreno delle riforme.
Ma cโรจ un secondo tema, concatenato al primo. Non va dimenticato, infatti, che tra sette giorni, il 10 aprile, il Berlusconi condannato in via definitiva per frode fiscale a quattro anni di reclusione, di cui tre condonati dallโindulto, รจ convocato davanti al tribunale di Sorveglianza di Milano per discutere con i giudici (lo faranno quasi certamente solo i suoi avvocati) un percorso per la messa alla prova ai servizi sociali, in esito alla quale la pena potrebbe risultare estinta. Si tratta di un percorso di prova lungo nove mesi che costringerebbe il leader di Forza Italia a star lontano dai riflettori proprio in campagna elettorale per le Europee e nei mesi caldi in cui il suo partito intende portare a compimento con Renzi legge elettorale e riforma del Senato. Per questo โ e lo ricordava ieri il ยซMattinaleยป di Forza Italia โ il tema dellโagibilitร politica di Berlusconi sarร sempre in primo piano: ยซDalla decisione del 10 aprile dipende non solo lโefficacia delle riforme in cantiere, ma la loro stessa legittimitร ยป. Come dire, che la spinta riformatrice di Forza Italia รจ sempre e comunque ancorata al destino giudiziario del suo leader. Meglio, dunque, se la messa in prova fosse resa eseguibile dai giudici milanesi dopo le europee anche, se di recente, lโavvocato Niccolรฒ Ghedini interpellato in merito ha smentito che la difesa avanzerร una richiesta in questa direzione.
La prima pagina de La Repubblica: “Berlusconi da Napolitano: chiedo tutela”.
La Stampa: “Berlusconi al Colle per chiedere garanzie. Ma Napolitano dice no”.
Il nuovo malessere del Nord Est. Tanko, referendum e partite Iva. Scrive Fabio Poletti:
Ex leghisti, venetisti, sardisti, secessionisti, indipendentisti, giornalisti e pure carristi. Perchรฉ alla fine questo Veneto che ancora sogna San Marco e il ยซglorioso Doge Marcantonio Bragadinยป, gira e rigira si trova a dover far sempre i conti con i mezzi pesanti dotati di obice a 12 millimetri. Lโelettricista Flavio Contin che nel 1997 avevano preso sul campanile di San Marco mentre gli altri Serenissimi se la giocavano in piazza a Venezia con il ยซtankoยป, un trattore dotato di blindatura e bandierina del Leone di San Marco, adesso sognava ancora piรน in grande. In un capannone di questo paesone di cinquemila abitanti – Patria del mobile e dellโantiquariato รจ scritto allโingresso – teneva un altro ยซtankoยป versione 2.0 costruito partendo da una benna. Ma il pezzo forte lo teneva nel giardino della sua villetta bianca. Proprio il ยซtankoยป originale che si era ricomperato ad unโasta giudiziaria un poโ di tempo fa pagandolo 6 mila e 600 euro. E che solo sei anni fa era riapparso a Cittadella in una festa di ยซRaixe veneteยป, Radici venete per dirla con la lingua dellโinvasore.
Il Fatto Quotidiano: “Un pregiudicato al Quirinale. Berlusconi ricatta il governo”.
Leggi anche:ย Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: โChe fai, li cacci?โ
Il Giornale: “Golpe da mona”. Editoriale di Stefano Lorenzetto:
ยซSono impazziยญti ยป, mi dice a botta calda il veneziano Raยญnieri da Mosto, discendenยญte di quellโAlvise da Moยญsto, esploratore nato sul Canal Grande, che nel Quattrocento scoprรฌ lโarciยญpelago del Capo Verde. Fra corregionali, il soggetยญto resta sottinteso: sono impazziti governo, politiยญci, magistrati e forze delยญlโordine della Repubblica italiana che ieri hanno riยญsposto con una retata al plebiscito veneto sullโinยญdipendenza. Perรฒ devono essere impazziti – รจ bene chiarirlo subito – anche quei sostenitori della Sereยญnissima che, anzichรฉ apยญpellarsi al diritto allโautoยญdeterminazione dei popoยญli sancito dallโOnu nel 1966 e ratificato dallโItalia nel 1977, credono di poter giocare alla guerra con un carro armato assemblato sotto la barchessa. Il nobile che ospitรฒ nel suo palazzo in campo San Cassian il primo governo di Umberto Bossi non รจ il solo a pensare, dallโalto dei suoi 90 anni, che lo Staยญto abbia perso la trebisonยญda. Secondo lโAnsa, le inยญdagini che hanno portato allโarresto di 24 persone e alla denuncia di altre 27 ยซsono cominciate circa tre anni faยป. Ora, se davveยญro il ยซgruppo riconducibiยญle a diverse sigle di ideoloยญgia secessionistaยป, come sostengono i carabinieri dei Ros, ยซaveva progettato varie iniziative, anche vioยญlente, finalizzate a solleciยญtare lโindipendenza delย Veneto e di altre parti del territorio nazionaleยป, vieยญne spontaneo domandarยญsi: scusate, e avete aspettaยญto dal 2012 a oggi per assiยญcurare alla giustizia 51 inยญdividui cosรฌ pericolosi?








