
ROMA – “I Bot fanno il tutto esaurito e i Bund no: rendono poco” scrive Rodolfo Parietti del Giornale: “Preferite guadagnare uno 0,5%, oppure piรน del 2%? Attenยญti, la risposta non รจ cosรฌ scontaยญta. Non almeno quando si parla di titoli di Stato, i cui rendimenยญti sono legati a doppio filo alla durata del bond. Capita cosรฌ che un tasso di interesse inferioยญre al mezzo punto percentuale attiri gli investitori con la potenยญza di una calamita. ร successo ieri, con il Tesoro che ha collocaยญto 6,5 miliardi di Bot semestrali senza peraltro riuscire a soddiยญsfare tutte le richieste, di 1,7 volยญte superiori allโofferta. Chi รจ riuยญscito a mettere le mani sul Buoยญno, ha accettato di incassare apยญpena uno 0,492% (0,594% in aprile)”.
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Dietro al successo dellโasta, un esito elettorale che ha quasi annichilito le spinte populiste del Movimento 5 Stelle e consoยญlidato il peso di Matteo Renzi, ora atteso a un non facile compiยญto riยญformista dentro i confini naยญzionali e a troยญvare, a livello europeo, la quadra necesยญsaria perยญfavoriยญre crescita e ocยญcupazione. Il riยญpoยญsizionamenยญto delle lancet-te sul versante della stabilitร politica รจ dโalยญtronde alla base del raffreddaยญmento dello spread, sceso a quota 157. Dal picco della scorยญsa settimana, quando nessuno avrebbe scommesso un cent sullโaffermazione quasi bulgaยญra del Pd, sono oltre 40 punti in meno. Per via XX Settembre siยญgnificano un risparmio (teoriยญco) di circa 3,5 miliardi sugli inยญteressi pagati sul debito.
Ma il calo delle tensioni, visiยญbile anche nello scivolamento dellโeuro sotto 1,36 dollari, riยญmanda anche alle misure che la Bce prenderร giovedรฌ prossimo per contrastaยญre i rischi di deflazione e per indeboliยญre il cambio. Scontato un duplice taยญglio dei tassi (sia quello di riferimento, sia quello sui depositi), reยญsta ancora qualche margine di incertezza sulla possibile imยญplementazione di una nuova iniezione di liquiditร destinata allโeconomia reale. Mario Draยญghi รจ perรฒ giร in movimento: doยญmani scoprirร le carte del piano predisposto con la Banca dโInยญghilterra per rivitalizzare il merยญcato degli Abs, i titoli che cartoยญlarizzano i prestiti a famiglie e imprese. Improbabile, invece, lโacquisto diretto di titoli di Staยญto, unโopzione che da sempre incontra il fuoco di sbarramenยญto della Bundesbank.Peccato, perรฒ, che la banca centrale tedesca faccia in casa propria esattamente ciรฒ che vorrebbe impedire alla Bce. Ieยญri, e per la seconda volta in una settimana,lโasta dei Bund รจ staยญta un fiasko , per dirla con i tedeยญschi. Un flop di domanda per il trentennale, proposto con un rendimento del 2,25 giudicato insufficiente dagli investitori. Cosรฌ, come giร accaduto in pasยญsato, la Buba รจ intervenuta per acquistare lโinvenduto .Che saยญrร poi ricollocato sul mercato secondario. Di fatto, Jens Weidยญmann si comporta come un preยญstatore di ultima istanza verso lo Stato tedesco. Un comportaยญmento non proprio in ossequio a quei โsacriโtrattati,tanto difeยญsi da Berlino quando di mezzo ci sono i Btp o i Bonos spagnoli, che vietano un finanziamento monetario del disavanzo.
2,25%
