ROMA – L’Europa respinge le accuse di avere abbandonato l’Italia sola davanti all’emergenza clandestini e sbarchi e lo fa per bocca della svedese Cecilia Malmstrom, le cui parole sono riportate e interpretate da Marco Zatterin per la Stampa:
Bruxelles è pronta ad aiutare l’Italia, ma non sempre l’Italia ha dimostrato di volersi far aiutare. «Non abbiamo avuto alcuna nuova richiesta di sostegno», ha detto la svedese a «La Stampa» il 3 maggio. Così nei palazzi a dodici stelle ci si chiede a cosa si punti davvero a Roma e se si possa andare oltre la foga elettorale. «Vogliono un regime di quote coordinate? – si chiede una fonte – Sono certi che sia conveniente?». Interrogativo retorico. Nel 2013 i rifugiati accolti in Europa sono stati 435 mila: Berlino ne ha presi 125 mila, Parigi 65 mila, noi 28.500. «Se ci fossero le soglie – si fa notare – dovreste prenderne parecchi».
Già, cosa vuole l’Italia? Dopo i drammatici eventi di ottobre a Lampedusa la responsabile Ue per l’Immigrazione, Cecilia Malmström, ha messo in piedi un Piano di Azione che punta sul coordinamento dei controlli (i satelliti di Eurosur), rafforza la missione Frontex, stanzia 30 milioni extra per vigilare sulla frontiera Sud dell’Europa. Essi si aggiungono ai 310 milioni assegnati all’Italia per l’asilo e ai 215 del Fondo per la sicurezza interna per il 2014-2020.