
ROMA – Cesare Prandelli, ct della Nazionale Italiana di calcio, รจ stato intervista dalla Gazzetta dello Sport. Riportiamo ย l’intervista realizzata da Marco Iaria.
ยซLโItalia ha grandissime potenzialitร , ma dobbiamo darci delle regole, degli obiettivi, dobbiamo rimetterci in carreggiata. Non aspettiamo piรน, seminiamo. Senza gelosie, senza pensare al proprio orticello. Seminiamo e riflettiamo sul fatto che il raccolto sarร per tuttiยป.
Anche lei รจ stato vittima di visioni particolaristiche. Due anni fa, con Albertini, propose di far giocare una rappresentativa Under 21 in Serie B. Apriti cieloโฆ
ยซNei primi mesi dal mio insediamento avevo studiato con i miei collaboratori e i dirigenti federali cosa si poteva fare per rilanciare il movimento. Visto che i ragazzi arrivano in Primavera e poi fanno fatica, si era pensato di valorizzarli per un paio di anni e poi rimandarli ai club. Mi bocciarono la proposta e io, che faccio lโallenatore e non sono un politico, ho lasciato perdere. Ma non mi pare che nel frattempo ci siano state altre idee brillantiยป.
Resta sempre valida, secondo lei, la necessitร di dare una ยซmissionยป alle categorie inferiori? ร vero che la Lega Pro ha avviato la riduzione a 60 squadre, ma probabilmente non basta.
ยซFinalmente siamo riusciti a restringere il perimetro delle squadre professionistiche, ora si ricominci dal basso rilanciando i settori giovanili. Prima o poi si arriverร a una qualche forma di valorizzazione tecnica, come lโUnder 21 in Bยป.
Lโagenda delle cose da fare รจ piena ma finora abbiamo registrato solo dichiarazioni di intenti da questa o quella componente. Finchรฉ i nostri club avevano i soldi non cโerano problemi. Adesso perรฒโฆ
ยซDi solito gli italiani le idee le hanno sempre avute. Negli ultimi anni sono mancate. Se non hai il denaro per comprarti i campioni, allora te li devi creare in casa. Ecco perchรฉ batto il tasto dei settori giovanili. ร lรฌ che bisogna investire. I risultati delle nostre nazionali lo dimostrano: finale agli Europei Under 21 e Under 17. Come? Abbiamo pensato che solo attraverso lโesperienza diretta i nostri giovani potessero crescere, cosรฌ abbiamo organizzato stage, amichevoli con realtร di spessore, cercando di capire come si sta evolvendo il calcio europeo. Purtroppo noi italiani vogliamo illuderci di essere ancora i migliori, ma non lo siamo. Possiamo competere con i migliori, a patto che ci siano organizzazione, fantasia, rigiditร negli obiettivi da raggiungere, programmazioneยป.
Le societร , perรฒ, continuano a preferire i calciatori stranieri: in Serie A, dopo lo storico sorpasso nella stagione 2011-12, la loro incidenza in termini di presenze, ma anche di gol, si รจ andata accentuando. ร un problema per lei che deve pescare da un serbatoio meno ricco?
ยซIl problema non รจ mio ma del calcio italiano, della sua immagine nel mondo. Quando ci presenteremo in Brasile e risuonerร lโinno di Mameli, non bisognerร lamentarsi della scarsa esperienza internazionale degli azzurri. Basta andare a vedere le performance delle nostre squadre in Champions negli ultimi anni. Tutti i c.t. vorrebbero allenare una nazionale in cui raccogliere i giocatori che fanno esperienza con i rispettivi club e la trasmettono al gruppo. Nel mio caso รจ avvenuto il contrario. Ho dovuto convocare ben piรน di 60 giocatori perchรฉ ne vedo pochi misurarsi in Europa. ร stata lโItalia ad arricchire il bagaglio dei giocatori. Eppure non ha lo spazio che meritaยป.
In che senso?
ยซIl Brasile ha preparato e vinto la Confederations Cup dando la prioritร alla Seleรงao , i club venivano dopo. Da noi, lโanno scorso, รจ stata programmata la Supercoppa a Pechino quattro giorni prima di unโamichevole fissata in una data Fifa. Basterebbe poco per dare spazio e importanza alla Nazionale, per il bene di tuttiยป.
Cosa ruberebbe agli altri Paesi?
ยซGli stadi sono giustamente un mantra. Lโultima partita contro la Nigeria lโabbiamo giocata a Craven Cottage, uno stadiolo con 15 mila persone. Ma tutte vicine e comode, pareva che fossero 80 mila. Il contesto aiuta a giocare meglio. Allโestero, comunque, si arriva alla partita con uno spirito completamente differente dal nostro. E quando si finisce, se hai dato tutto una pacca sulle spalle e via. Da noi รจ sempre la partita della vita, si chiamano a raccolta i tifosi, un poโ troppo per quello che in definitiva รจ un giocoยป.
Dopo i fatti di Salernitana-Nocerina ha lanciato un avvertimento: attenti che prima o poi Uefa e Fifa ci fermeranno.ย
ยซInutile girarci attorno: il problema della violenza non siamo riusciti a risolverlo in Italia. Abbiamo sempre bisogno di qualcuno che ci tiri le orecchie. La gente arriva allo stadio talmente carica di violenza, che non รจ solo fisica ma anche verbale. Ma lo si riscontra anche al semaforo per la strade di una cittร . Si puรฒ fare il tifo senza offendere. E bisogna coinvolgere i tifosi nelle riformeยป.
Ha visto cosa stava per succedere a Gioiosa Ionica? La scuola di calcio ed etica rischiava di finire allโasta e nelle mani della โndrangheta, poi ci si รจ mobilitati tutti e la Regione Calabria ha fatto un passo indietro.
ยซQuesto a dimostrazione che basta poco per cambiare le cose. La nostra รจ la Nazionale di tutti. Siamo stati a Rizziconi, siamo sensibili a qualsiasi iniziativa, soprattutto quando capisci che stanno togliendo un sogno a un bambinoยป.
Quanto sarebbe utile e giusto cambiare la legge e consentire ai tanti ragazzi di seconda generazione di sentirsi davvero italiani attraverso lo sport?
ยซร una battaglia importante che altri Paesi hanno giร vinto. Sono nostri fratelli, sono ragazzi che nati o cresciuti qui. Quanto prima attueremo lโintegrazione, tanto prima avremo risolto molti problemi della nostra societร ยป.
