
ROMA – Smaltire la Concordia a Genova e non a Piombino «comporterebbe un grande rischio ambientale e sarebbe un secondo inchino e questa volta fatto dallo Stato a Costa Crociere con il risultato di una seconda figuraccia mondiale». Con una lettera indirizzata al premier Matteo Renzi – scrive Laura Cavestri sul Sole 24 Ore – il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha annunciato di votare no allo smaltimento a Genova nella Conferenza dei Servizi prevista per il 25 giugno e che dovrebbe definitivamente stabilire la destinazione verso cui trasportare – tra luglio e agosto – il relitto della Concordia.
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Per ora, la più accreditata resta Genova, scelta sostenuta da Costa Crociere e dai suoi assicuratori in merito alla destinazione del relitto della Concordia. Lunedì, infatti, nel corso della conferenza dei servizi, riunitasi per la seconda volta in sede istruttoria a Roma, l’ipotesi alternativa di Piombino, caldeggiata nei giorni precedenti dal governatore della Toscana, Enrico Rossi, aveva perso ulteriore smalto.
«Per spostare la Concordia a Piombino – ha ribadito ancora Rossi – ci vuole un giorno, per portarla a Genova ne servono cinque, passando fra le isole toscane. I rischi ambientali sono enormi. Non è vero – ha proseguito il presidente della regione Toscana – che Costa Crociere siccome paga deve decidere. Lo Stato ha il diritto di dire la sua in materia ambientale e in materia di principio di precauzione. A Piombino stiamo lavorando e per settembre saremo pronti ad accogliere la Concordia. Si veda se a settembre Piombino è pronta e si porti la nave a Piombino». “Capisco benissimo le problematiche di Piombino – gli ha replicato ieri il presidente del Porto di Genova, Luigi Merlo – e dalla Conferenza dei Servizi mi aspetto approfondimenti o prescrizioni ma penso che al di là di ciò non possa fare altro che approvare il trasferimento della Concordia dal Giglio a Genova».Merlo poi aggiunge: «Se non ci fosse stata Genova con le sue banchine, i suoi dragaggi, know how e servizi la nave oggi sarebbe andata all’estero». Adesso, ha cluncluso, «la scelta riguarda la Protezione Civile». Inoltre, ci sono da considerare i tempi: sulla base delle statistiche elaborate dall’Ispra la Concordia dotrebbe lasciare l’Isola del Giglio in direzione di Genova tra il 13 luglio e l’8 agosto. È il periodo nel quale, secondo le rilevazioni, è minore la probabilità di avere onde significative più alte di due metri, il valore massimo indicato dal progetto di trasferimento di Costa. Naturalmente, a eventuali problemi tecnici che potrebbero ritardare il rigallegiamento, bisognerà valutare anche le condizioni meteo a ridosso della data scelta. Senza escludere, infine, che il trasferimento possa anche slittare a settembre.
