La Lombardia sceglie Maroni. Il Corriere della Sera: “Apertura di Bersani a Grillo. Napolitano: prova complicata, ma la supereremo”.ย Atlante populista italiano. Editoriale di Ernesto Galli della Loggia:
Leggi anche: ย Bersani offre la presidenza della Camera a Grillo: โLรฌ M5S รจ primo partitoโ
“ร populista chiedersi quali ยซsacrificiยป hanno compiuto l’on. Rosy Bindi, faccio per dire, o chessรฒ il senatore Latorre, in questi ultimi quindici mesi, mentre alcune centinaia di migliaia di italiani perdevano il loro posto di lavoro? ร populista chiedersi quali effetti del ยซrigoreยป governativo abbiano subito l’on. Bondi o l’on. Cesa, sempre tanto per dire, nello stesso periodo, mentre ottocentomila famiglie italiane chiedevano la rateizzazione delle bollette della luce e del gas che non riuscivano a pagare, o decine di piccole aziende e di negozi erano costretti ogni giorno a chiudere? ร populista? Forse sรฌ, chissร . Ma allora, per passare dalle stalle alle stelle, erano populisti anche i sovrani inglesi quando decidevano durante la Seconda guerra mondiale di restare a Buckingham Palace nel cuore della Londra colpita ogni notte dai bombardieri della Luftwaffe; o forse erano populisti โ e va da sรฉ della peggior specie โ anche i membri dello Stato Maggiore tedesco che nell’autunno del ’42 decidevano di consumare alla mensa di Berlino lo stesso misero rancio che a qualche migliaia di chilometri di distanza consumavano i loro commilitoni assediati senza speranza a Stalingrado”.
La Repubblica: “Bersani apre a Grillo: no al Pdl”. La sede vacante. Editoriale di Ezio Mauro:
Leggi anche:ย Bersani come Occhetto. E Beppe Grillo? Come Bossi
“Alle prime elezioni dopo la fine di questa avventura, il Pd non riesce a imporsi come forza di governo alternativa a Berlusconi, ma anzi assiste alla resurrezione miracolosa del Cavaliere che gli sbarra il passo e sfiora addirittura la vittoria, al trionfo di Grillo che pesca abbondantemente nel suo campo con la sua proposta di rinnovamento della politica e sullo slancio diventa primo partito, allโafflosciarsi di Monti che doveva essere lโalleato di governo e che non riesce a compiere la trasformazione da bruco a farfalla, perchรฉ dal Premier tecnico non รจ sbocciato un leader politico.
Lโingovernabilitร รจ dovuta a questo, prima ancora che ai numeri. La politica tradizionale โ tutta insieme, Monti compreso โ non ha capito che la vera posta in palio nelle elezioni era quella del cambiamento, cioรจ una risposta radicale e concreta alle disfunzioni e alle inefficienze della nostra macchina istituzionale e politica, e soprattutto alla sfiducia drammatica dei cittadini nei confronti del sistema. Quando la fiducia nei partiti scende al cinque per cento, e quella nel parlamento si ferma allโotto, siamo sotto la legge di gravitร , nel senso che una democrazia non puรฒ stare in piedi, o almeno una repubblica non funziona. Gli scandali e il malgoverno hanno fatto il resto, allontanando ancora di piรน gli elettori dagli eletti, la lunga semina di antipolitica, per mesi e anni, ha preparato il terreno di coltura agli opposti populismi che si alimentano di crisi reale e fantasmi generici, come lโEuropa, lโeuro, la Germania, la Bce e le banche. La divaricazione tra la forza del vincolo europeo, che ci condiziona come Paese a rischio, e la debolezza della sua legittimitร dal punto di vista del consenso democratico ha prodotto un esorcismo politico che semplifica la crisi mentre la nega, e la attribuisce comunque a colpe esterne, in una de-responsabilizzazione crescente”.
E il vincitore sconfitto ormai senza metafore รจ condannato a governare. Articolo di Francesco Merlo:
Leggi anche:ย Governissimo, larghe intese, modello Sicilia: possibili scenari post elezioni
“ร il segretario senza sale, lโeroe suonato che ci commuove irritandoci: ยซSiamo primi ma non abbiamo vintoยป. Piรน precisamente รจ il vincitore sconfitto perchรฉ ยซla parola tocca a noiยป anche se Berlusconi non ha perduto e Grillo ha trionfato. Ebbene, la vittoria mutilata, la sconfitta del vincitore non รจ facile da esprimere, non bastano piรน gli scogli da asciugare, le bambole da pettinare e i giaguari da smacchiare, non ci sono metafore per fermare ยซgli scappellottiยป che promette Grillo nรฉ le sirene di Berlusconi che sussurrano il governissimo. Di sicuro il vinto-vincente Pierluigi Bersani รจ lโesatto contrario di Matteo Renzi che รจ invece diventato il perdente di successo, il blasonato, santificato dalla sconfitta alle primarie, destinato a sontuose celebrazioni, erede ormai per acclamazione.ย Perciรฒ quando Bersani si agita sul trespolo in mezzo ai giornalisti e ai cameramen che gli si stringono a semicerchio sembra davvero il prigioniero a cui Beppe Grillo sino a ieri urlava: ยซSiete circondati, arrendeteviยป. Il tono รจ dimesso, da prefica, da orfano, da condannato al patibolo del governare. Ci proverร con Grillo ยซnelle sedi istituzionaliยป sapendo che sarร gabbato, ma non ha spazi: il governissimo con Berlusconi ยซnon รจ praticabile perchรฉ va nella direzione opposta al cambiamentoยป.
Quanto รจ frastornato! Nonostante gli occhiali di lettura perde il filo dellโintelligere, piรน va avanti e piรน si smarrisce nel labirinto, e magari รจ un cattivo presagio perchรฉ forse, da questo momento in poi, piรน si muoverร piรน si paralizzerร . E martirizza gli occhiali, che oggi prendono il posto del sigaro, mentre officia il ritoย funebre”.
Il Fatto Quotidiano: “Bersani si aggrappa a Grillo”. Quelli che l’avevano detto. Editoriale di Marco Travaglio:
“Il risultato elettorale piรน previsto e prevedibile del mondo โ il trionfo di Grillo e lโin-governabilitร al Senato col primato risicato del centrosinistra che sโรจ mangiato quasi 10 punti in un mese nella campagna elettorale piรน demenziale della storia, al punto da rischiare il sorpasso in retromarcia del centrodestra fermo da settimane sotto il 30 % โ ha colto di sorpresa i migliori professionisti della politica e dellโinformazione, che sarebbero pagati proprio per capire quel che succede nel Paese. Invece non hanno mai capito una mazza e ora assistono al naturale epilogo della Seconda Repubblica con occhi pallati, salivazione azzerata, lingua felpata e boccuccia a cul di gallina: โChi lโavrebbe mai dettoโ. Per dirlo, bastava uscire per strada negli ultimi anni. Ma lorsignori avevano altro da fare. Morto di sonno. โForse unโocchiata ai sondaggi potrebbe rendere Grillo piรน cauto. Secondo gli ultimi dati il M 5 S รจ sceso ancora, e oggi varrebbe meno del Pdl senza Berlusconiโฆ Per riprendersi dal colpo di sonno Grillo ha subito apparecchiato il solito campionario di finezze sui politici. Ma evidentemente continuare a sventolare la frase piรน ripetuta nei bar italiani da 50 anni dopo โil gol della Juve era in fuorigiocoโ, e cioรจ โi politici devono andarsene a casaโ, non basta piรน per riscuotere il successo di qualche mese faโ (Giuliano Ferrara, Il Foglio, 3-1). Come Cicciolina. โOra Grillo vale quanto Cicciolina”.
Il Giornale: “Giรน le mani da Berlusconi”. Caccia al Grillo addomesticato. Editoriale di Vittorio Feltri:
“Cari lettori, metto le mani avanยญti: non ho intenzione di amยญmorbarvi con lโanalisi del voยญto. Siamo giร arcistufi di comยญmenti stereotipati. Diciamo piuttosto che il risultato elettorale รจ un fritto misto indigesto e non consentirร di servire agli italiani un piatto dal sapore passabile. Lo si รจ capito dal discorso pronunciato ieri da Pier Luigi Bersani, il quale, nonostanยญte sappia benissimo di non avere i numeยญri per governare, ci prova lo stesso. Con chi? Chiunque sia disposto ad accettare le sue proposte. In pratica si รจ apparecยญchiato a gestire il Paese senza avere una maggioranza organica. Contento lui… Ciรฒ comunque dimostra a quale punto di degrado sia giunta la politica patria. Ho un sospetto, anzi una certezza, deriยญvante non solo dalle parole di Bersani, ma anche da quelle di Beppe Grillo. Il priยญmo lascia intendere che col secondo si puรฒ ragionare; e il secondo ammicca al primo: sarei disposto ad appoggiare un esecutivo simile a quello di Mario Monti, ma con un personaggio diverso da queยญsti. Se non รจ unโapertura, non รจ neppure una chiusura”.
La Stampa: “Bersani, apertura a Grillo”. La crepa fra giovani e vecchi fa volare 5 stelle. Editoriale di Mario Deaglio:
“Questa รจ una guerra generazionale!: cosรฌ Beppe Grillo sul suo blog mentre si stava delineando il risultato elettorale piรน sbalorditivo della storia italiana. Unโaffermazione insolita, certo, ma anche un utile punto di partenza per analizzare seriamente il Movimento 5 Stelle. La maggioranza degli italiani di etร media o medio-alta, o dai redditi medi o medio-alti, in questi anni non lo hanno trattato come un fenomeno politico-sociale; lo hanno invece relegato, assai poco saggiamente, al rango di manifestazione folkloristica.ย Alla base del successo del Movimento 5 Stelle non cโรจ affatto il folklore ma una lacerazione ampia, profonda e sottovalutata del tessuto economico-sociale italiano. Quasi novantโanni fa, unโintera generazione di italiani ebbe le proprie certezze, le proprie aspettative – e spesso la propria vita – distrutte dalla Prima Guerra Mondiale e da quanto ne seguรฌ”.









