Sull’orario vincono i docenti. Il Corriere della Sera: “Si torna alle 18 ore. L’orario settimanale dei professori non cambia. Un emendamento alla legge di Stabilitร stabilisce che i minori risparmi nel campo dell’Istruzione saranno recuperati con tagli selettivi di oltre 100 milioni”.
Un animale senza difese. Editoriale di Giovanni Sartori:
“Non so bene quanti siano gli Stati, Staterelli o isolotti-Stato oggi esistenti. Diciamo, all’ingrosso, circa 200. Eppure il piรน strano animale tra questi duecento รจ l’Europa dell’euro. L’animale รจ grandino, conta ancora nel mondo, ma รจ anche un animale assurdo. ร unificato da una moneta comune sottratta al controllo dei singoli Stati membri. E fin qui va bene. Perรฒ disporre di una moneta unica non basta: impedisce, รจ vero, il rimedio ยซsporcoยป della inflazione per fronteggiare i debiti; ma oggi come oggi facilita le incursioni monetarie della speculazione internazionale.
Il rimedio? Quello risolutivo sarebbe, a detta dei piรน, di arrivare a un’Europa federale. Ma temo che sia un rimedio impossibile”.
Primarie, ancora scintille: oggi la sfida nell’arena di X Factor. Articolo diย Elisabetta Soglio:
“Non sarร una Tribuna politica con quel vecchio stile, un po’ ingessato; ma neppure un talk show gridato. Il confronto fra i cinque candidati alle primarie del centrosinistra che questa sera Sky manda in onda alle 20.30, e che potrebbe segnare una nuova via della comunicazione elettorale, si ispira semmai al modello americano. Regole ferree, scenografia ad effetto, puntare sui contenuti. ยซVogliamo garantire a tutti e cinque i candidati la stessa opportunitร di parlare agli elettoriยป, spiega Sarah Varetto, direttore del canale All news, che giร sta cercando di organizzare analogo confronto per le primarie del centrodestra”.
I manager made in Italy ora emigrano. L’approfondimento diย Rita Querzรฉ:
“Giovani che se ne vanno all’estero a cercar fortuna dopo la laurea: il fenomeno รจ stranoto. Ancora seminascosta, invece, un’altra emorragia di cervelli. Quella dei quaranta-cinquantenni con caratura professionale medio alta. Quadri e dirigenti che emigrano. Per mantenere retribuzioni e ruoli che in Italia, da cinque anni a questa parte, sono diventati difficili da difendere.ย
Nuovo declino su cui piangere? Non รจ detto. Come al solito basta girare la medaglia per vedere un lato inaspettato della realtร . Per la prima volta, complici le difficoltร economiche in cui si dibatte il Paese, si sta formando sul campo una classe dirigente con un’esperienza e uno standing internazionale. A differenza dei giovani che vanno all’estero dopo la laurea, poi, in questo caso si tratta di ยซcervelliยป che avrebbero tutta l’intenzione di tornare a casa. Non appena si creasse in Italia un contesto amico in grado di accoglierli senza svilirne le competenze”.
Esodati, altra beffa: mancano i soldi. La Repubblica: “Dietrofront dopo l’accordo. Blitz sull’Imu. Imposta piรน leggera sulla Chiesa”.
Per approfondire:ย Esodati, Ragioneria: โCopertura carente nella legge di stabilitร โ
Perchรฉ i film sull’Islam sacrificano la veritร . Editoriale di Tahar Ben Jelloun:
“Bene ha fatto il ministro del Turismo a denunciare il modo in cui ยซHomelandยป descrive la capitale libanese. Ha certamente ragione, anche perchรฉ questo serial, celebrato e premiato con vari Oscar, รจ distribuito in tutto il mondo e sta appassionando centinaia di milioni di telespettatori. Ma una denuncia contro una produzione di cosรฌ grande portata e potenza non basta certo a ricostituire unโimmagine veritiera del mondo arabo.
Nellโimmaginario americano, oggi lโIslam e il mondo arabo hanno preso il posto del comunismo. In passato si combatteva con ogni mezzo contro il pericolo comunista (tanto che tuttora il popolo cubano soffre nella propria carne per lโembargo economico imposto dallโAmerica, che neppure un presidente come Obama ha osato ammorbidire, e men che meno abolire). Ai bambini si diceva che il diavolo veniva dai Paesi comunisti. Ma poichรฉ ormai lโUnione Sovietica si รจ dissolta, il muro di Berlino รจ caduto e il comunismo รจ relegato in Cina e nella Corea del Nord, ci si รจ rivolti a un nuovo diavolo:ย lโarabo, il musulmano”.
Insulti e nomi storpiati la gogna di Grillo non perdona sul web. Articolo di Francesco Merlo:
“ร uno sfogatoio triste, la pattumiera del risentimento dove Gad Lerner diventa Gad Vermer e Gad Merder e ยซio non mi fiderei mai di uno con il naso aduncoยป e ยซlo spedirei a passeggiare per Gaza con la papalina da ebreo in testaยป. Ma Beppegrillo. it รจ anche la tribรน antimoderna che odia i treni: ยซLe ferrovie sono confini per la natura, bisogna farne il meno possibileยป. E non per tornare alla civiltร del cavallo ma alla bicicletta, sessanta milioni di biciclette ยซcome i danesiยป che sono trasfigurati in eroi del beppegrillismo, proprio come in passato le danesi furono le eroine di Lando Buzzanca: ยซIn Danimarca i ministri girano in bicicletta, cosรฌ come la gran parte della popolazione, indipendentemente dalle condizioni climaticheยป. La Danimarca per gli italiani รจ sempre stata lโaltrove di tutte le corbellerie: รจ la nostra โDanimarca di fabbricaโ canta il magico Paolo Poli. Ma il Manitรน, lโAutostrada del Sole dellโAvvenire รจ la banda larga: ยซil nuovo rinascimentoยป, ยซla democrazia direttaยป.
E si capisce la benevolenza degli ex colleghi di Grillo, di Mina e Celentano, dei comici e degli autori che gli scrissero i testi sin dai tempi di Fantastico e del viaggio di Craxi a Pechino: ยซMa se in Cina sono tutti socialisti, a chi rubano?ยป. Non si capisce invece come intellettuali e professionisti solitamente ragionevoli non ridano a crepapelle dinanzi alle profezie delfiche dellโideologo Casaleggio, alla sua descrizione del nuovo ordine mondiale, chiamato Gaia, il governo planetario che sarร eletto dalla Rete il 14 agosto 2054, dopo la terza guerra mondiale e quando gli uomini sulla Terra saranno ridotti a un miliardo”.
Il Giornale: “Alfano: no a Fini e Monti”. Editoriale di Alessandro Sallusti:
Per approfondire:ย Alfano: โFini ha chiuso col centrodestra. Pdl cambierร nome e simboloโ
“Unโalleanza con Fini e un nuovo governo tecnico sostenuto insieยญme alla sinistra non sono nelยญlโagenda del Pdl, o come si chiaยญmerร il nuovo partito. Parola di Angelino Alยญfano che, intervistato ieri da Lucia Annunยญziata, ha messo due paletti non da poco. Facยญciamo pure la tara a impegni solenni presi in campagna elettorale, quella delle inediยญte primarie nel centrodestra, ma troverei difficile una retromarcia rispetto a due punยญti fondamentali per provare a riprendere un ruolo centrale nel futuro del Paese. Fuoยญri i traditori e nessun compromesso con gli ex comunisti. Mi sembra un buon punto di partenza, ma cโรจ un passaggio nellโinterviยญsta di ieri che mi lascia perplesso. Alfano, riยญspondendo alla domanda su chi comandeยญrรก nel nuovo partito, ha infatti paragonato Berlusconi a Eugenio Scalfari, il fondatore di Laย Repubblicaย che conserva sul giornale il proprio nome sotto la testata e il privilegio dellโarticolo di fondo la domenica”.
Monti allโUe: inaccettabile lo stop ai fondi per lโEmilia. La Stampa: “Terremoto, per gli aiuti il premier chiama Barroso e Schulz”. Pd, pesano piรน i rancori che lo share. Editoriale di Federico Geremicca:
“Il pericolo numero uno? Non รจ quello di un confronto a cinque che, alla fine, si riveli noioso (non che il rischio non ci sia: ma con la politica in tv ci siamo abituati…). Il pericolo numero uno, forse, รจ quello in cui si incappa – di solito quando si decide di lavare i panni sporchi in piazza invece che in famiglia: rivelando una tale quantitร di rancori, diffidenze e differenze da spaventare i vicini (in questo caso gli elettori di centrosinistra) che di tutto quel bailamme poco o nulla sospettavano. E il pericolo numero due? Il pericolo numero due รจ quello che in gergo tecnico viene di solito definito ยซflopยป: un pericolo concreto, considerate le regole fissate per il confronto tra gli aspiranti candidati-premier del centrosinistra, il numero stesso dei partecipanti e perfino la tv scelta (Sky) per lโinedita sfida. Ma รจ considerato davvero un pericolo un basso livello di ascolti? O meglio: รจ considerato davvero un pericolo da tutti?”
Per gli statali tagli a tutto campo. Il Sole 24 Ore: “Da gennaio riduzione dei posti obbligatoria anche per Comuni e partecipate”.
Un’occasione per non rinunciare alla vera riforma. Editoriale diย Giovanni Valotti:
“Correva l’anno 1993 quando, con un decreto per i tempi innovativo (Dlgs 29/93), si apriva la stagione della cosiddetta privatizzazione del rapporto di pubblico impiego. A distanza di vent’anni, il ministro Elsa Fornero definisce umiliante l’esperienza di firmare la retribuzione di risultato al livello massimo per tutti i direttori e dirigenti del suo ministero. Che cosa non รจ successo nel frattempo? Perchรฉ una stagione di grande aspettative riposte sulla modernizzazione delle politiche del personale nelle amministrazioni pubbliche, in primis dagli stessi dipendenti, non ha dato i frutti attesi? Eppure la qualitร e l’efficienza dell’intervento pubblico non possono che poggiare sulle competenze e la motivazione di coloro che prestano il servizio nelle amministrazioni; ed invece, proprio nelle persone piรน meritevoli si avvertono i segnali di maggiore insoddisfazione”.






