
ROMA – “Saranno pure i professoroni dileggiati dal ministro per le Riforme Maria Elena Boschi – scrive Franco Bechis di Libero – ma รจ certo che quasi allโunanimitร ย gli esperti di diritto Costituzionale hanno fatto a pezzi sia la proposta di riforma del Senato che la legge elettorale (lโItalicum) tanto cari al presidente del Consiglio Matteo Renzi”.
L’articolo completo:
Dalle audizioni svolte nella prima commissione del Senato guidata da Anna Finocchiaro si comprendono ancora meglio le tensioni politiche che lacerano i partiti a palazzo Madama.
Quasi tutti gli esperti hanno infatti bocciato lโimpianto della riforma, tanto piรน se sposato con una legge che alla Camera dia un forte premio di maggioranza.
Secondo molti professori una riforma cosรฌ รจ ad altissimo rischio di bocciatura da parte della Corte Costituzionale. Ed ecco in sintesi come gli esperti hanno vivisezionato il pacchetto di riforme Renzi-Boschi.
Lโintervento piรน critico รจ stato quello di Mario Dogliani, professore di Diritto Costituzionale, Universitร di Torino, secondo cui ยซil generale accordo sul fatto che lโattuale legislatura debba avere lโintera durata quinquennale costituzionalmente prevista, comporta uno sfregio dei cosiddetti effetti retroattivi della sentenza della Corte costituzionale, e cioรจ del significato obiettivo della sentenza.
Sfregio che consiste nel far leva sullo spropositato premio di maggioranza – dichiarato in- costituzionale – proprio per auto assegnarsi quella durata al fine di approvare gli strumenti-elettorali e costituzionali – volti a sopraffare le attuali minoranze interne e le opposizioni esterneยป.
Dogliani ne ha pure per il linguaggio tipico renziano, paragonato addirittura a quello di Benito Mussolini e dei fascisti: ยซBlindature, asfaltature, carri armati, gufi,palude, โcomitato dei bischeriโ… sono termini che presuppongono una legittimazione originaria extraparlamentare. E infatti si รจ sentito parlare di una legittimazione del Governo che discenderebbe dalle โprimarieโ e dalla successiva approvazione del programma da parte della Direzione del Pd.
Questo sarebbe il nuovo processo materialmente costituente. Questi sarebbero i โfattiโ, o i miti, originariamente costituenti. Ma non si rendono conto i โgiovaniโ del governo delle straordinarie as-sonanze tra questo linguaggio e quello che fece deragliare il sistema parlamentare statutario?ยป.
Dogliani perรฒ non รจ solo. Sulla critica principale ha la stessa opinione Luigi Ferrajoli, ordinario di Filosofia del diritto Universitร Roma Tre:
ยซIl difetto maggiore dellโattuale progetto governativo di riforma del Senato consiste nella sua associazione alla legge elettorale, quale risulta anchโessa dal progetto governativo. Questa riforma del Senato consiste infatti, sostanzialmente, nella sua abolizione: sono infatti assai poche e scarsamente rilevanti le competenze che gli vengono attribuite.
Essa consiste, in breve, nella trasformazione dallโattuale bicameralismo perfetto in un sostanziale monocameralismo.
Cโรจ una condizione perchรฉ il monocameralismo sia un fattore di rafforzamento anzichรฉ di emarginazione del ruolo del Parlamento: che lโunica Camera – la Camera dei deputati – sia eletta con un sistema elettorale perfettamente proporzionale, in grado di rappresentare lโintero arco delle posizioni politicheยป.
Fieramente avversari del progetto Renzi sia Alessandro Pace, che vede nel pacchetto ยซun monocameralismo dominato da una coalizione di partiti non legittimata dalla maggioranza degli elettori, per giunta privo di contro-poteriยป, che lโex giudice costituzionale Gustavo Zagrebelski:
ยซLa visione dโinsieme รจ quella dโun sistema politico che vuole chiudersi difensivamente su se stesso, contro la concezione pluralistica e partecipativa della democrazia, che รจ la concezione costituzionale. La posta in gioco รจ alta. Per questo รจ giusto lanciare lโallarmeยป.
Ma critico รจ anche Giuseppe De Vergottini, ordinario diritto Costituzionale Universitร di Bologna:
ยซLa composizione del Senato sarebbe caratterizzata da uno schema schizofrenico. I rappresentanti delle autonomie permarrebbero in carica seguendo la durata del mandato locale che quindi potrebbe risolversi in periodi diversificati di durata di quello senatoriale.
I componenti presidenziali addirittura avrebbero durata sorpassante quello della durata della generalitร dei componenti di provenienza regionale e localeยป.
