
ROMA – “Il prezzo del flop. Fare da sola Mare Nostrum costa all’Italia un miliardo” è il titolo dell’articolo a firma di Franco Bechis su Libero:
Nei primi cinque mesi dell’anno l’Italia ha pagato oltre 800 milioni di euro in più rispetto alle previsioni per l’eccezionale afflusso di migranti sulle coste italiane. E in attesa di trattative con l’Unione europea almeno per un rimborso parziale dei costi dell’operazione Mare nostrum, il ministro dell’Economia italiano Pier Carlo Padoan ha stanziato una somma extra di 260 milioni di euro che in parte sarà utilizzata per gestire l’emergenza sbarchi e in parte sarà legata ai costi di accoglienza per chi richiede asilo all’Italia (e sono gran parte dei migranti che oggi provengono dalla Siria). L’immigrazione extra quindi costerà di sicuro all’Italia almeno un miliardo di euro in questo 2014, complicando non poco le previsioni di finanza pubblica, perchè la cifra non era calcolata nei tendenziali.
La sorpresa viene daldisegno di legge di assestamento del bilancio 2014 appena depositato dal ministero dell’Economia allaCamera deideputati.Da lì emergecome la spesa abbia sfondato fino al 31 maggio scorso soprattutto su alcune voci. “Aumentano”, annuncia Padoan, “le spese correnti al netto degli interessi (+855 milioni di euro)e quelle in conto capitale per 435 milioni di euro, di cui 351 milioni si riferiscono al controvalore della quota di utili della Banca di Italia (corrispondentemente iscritta in entrata) relativa agli interessi attivi versati dalla Grecia per il rimborso dei prestiti concessi per la salvaguardia dell’euro, da retrocedere alla stessa Grecia in relazione alle clausole dell’accordo sottoscritto a livello europeo”. Ed è proprio quegli 855 milioni di euro extra che sono dovuti quasi tutti al costo degli immigrati:“ Per le spese correnti primarie”, continua Padoan, “il citato incremento è principalmente riferito alle risorse da destinare al sistema di accoglienza delle persone richiedenti asilo e all’eccezionale afflusso di migranti (operazione « Mare nostrum »)…”.
Nel disegno di legge di assestamento l’Economia sulla base dell’andamento di e primi cinque mesi dell’anno propone anche le variazioni di stanziamento per la seconda parte dell’anno. E anche in questo caso la questione immigrati diventa preponderante: “Tra le vari azioni positive sulla spesa”, spiega ancora Padoan, “si segnalano quelle concernenti: i trasferimenti correnti a famiglie e istituzioni sociali private (+281 milioni di euro) per risorse destinate al sistema di accoglienza delle persone richiedenti asilo (+200 milioni di euro), mentre per le istituzioni sociali private si tratta di somme destinate al finanziamento degli istituti di patronato e di assistenza sociale, per 115 milioni di euro; i consumi intermedi per 428 milioni di euro, di cui 110 milioni per il funzionamento delle istituzioni scolastiche – LSU, 60 milioni riguardanti le spese connesse all’emergenza umanitaria determinatasi nel Canale di Sicilia a seguito dell’eccezionale afflusso di migranti (operazione «Mare nostrum »)” (…)
