
ROMA – “La prua di una nave – scrive Celestina Dominelli del Sole 24 Ore – che spunta dalla facciata di Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa, per annunciare la quotazione di Fincantieri. E un chiaro messaggio che l’amministratore delegato Giuseppe Bono, si incarica subito di consegnare alla platea accorsa nel tempio meneghino della finanza per l’avvio dell’offerta di vendita e sottoscrizione del gruppo cantieristico”.
L’articolo completo:
ยซCon Fincantieri vogliamo riportare nel mondo l’italianitร e portare il mondo in Italiaยป. I termini sono ormai noti, ma il numero uno ci tiene a ribadire che questa Ipo non servirร a far cassa. ยซQuesta รจ un’operazione che ci consente per la prima volta di dimostrare che viene fatta una privatizzazione con una politica industriale dietro. Porterร le risorse necessarie per crescere ulteriormente. Dopo l’Ipo, dovremo lavorare con piรน entusiasmo ancora di primaยป.
L’emozione del capo azienda รจ visibile. D’altronde, questa รจ anche, e soprattutto, una sua vittoria. Ci aveva provato, lo ricorda lui stesso, giร nel 2006, ma il progetto di privatizzazione franรฒ contro le resistenze del sindacato e le indecisioni della politica. ยซNoi eravamo pronti giร allora, l’abbiamo perseguito con molta determinazione, sono anni che ci stiamo lavorandoยป. E ora il manager calabrese centra il traguardo. ยซCon i proventi dell’Ipo contiamo di avere le risorse per essere piรน forti e capaci di prendere le iniziative necessarieยป per far crescere il gruppo. Acquisizioni? Bono non vuole certo sbilanciarsi proprio ora, ma rimarca che l’obiettivo resta quello di ยซfar crescere la societร . In passato lo abbiamo fatto con le nostre risorse, in futuro avremo anche le risorse degli azionistiยป per cogliere ยซle opportunitร di mercatoยป, ma anche per una ยซcrescitaยป per linee interne.
Insomma, l’operazione, imperniata soprattutto sull’aumento di capitale (fino a un massimo di 600 milioni di euro, 104 milioni il contributo massimo collegato invece alla vendita diretta di azioni Fintecna), servirร a dotare il gruppo cantieristico dei mezzi per affrontare una concorrenza agguerrita. Non per far cassa, come detto, nรฉ per remunerare gli azionisti ยซnel medio termineยป. ยซSarebbe distonico chiedere soldi al mercato per crescere e poi distribuire dividendi tra gli azionisti – chiarisce ancora Bono, affiancato dal cfo, Fabrizio Palermo, dal responsabile attivitร capital markets, Cristiano Pasanisi, e dal capo dell’investor relations, Luca Passa -. Medio termine? Almeno tre anniยป.
In prima fila ad ascoltarlo c’รจ il presidente di Cdp, Franco Bassanini, che concede a lui e al gruppo il giusto riconoscimento. ยซAbbiamo pochi campioni nazionali e un grande paese nell’economia della globalizzazione ha bisogno di campioni nazionali e Fincantieri lo รจ. Questo aumento capitale, forse non sarร l’ultimo, darร a Fincantieri le risorse per crescereยป. Poi, a margine, torna sulle sue parole, che forse non passeranno inosservate alla Consob, per chiarirne il senso. ยซI piani di crescita di Fincantieri sono molto importanti. L’azienda รจ giร leader in Europa, intende consolidare la sua leadership e vuole lanciare la sfida ai competitor asiatici. Quindi non si puรฒ escludere in futuro un ulteriore aumento di capitale e un aumento della quota collocata sul mercatoยป. Anche perchรฉ, dopo l’operazione, Fintecna continuerร comunque a detenere un pacchetto significativo: se verrร esercitata integralmente la greenshoe, il flottante di Fincantieri sarร del 43,9% e dunque la controllante si attesterร intorno al 55 per cento.
Un secondo tempo della partita che, per ora, resta decisamente sullo sfondo. ยซGodiamoci quest’operazione e poi vediamo come va il futuroยป, suggerisce l’ad che dosa, come sempre, ogni sua dichiarazione. ยซQuello che succederร in futuro lo dobbiamo vedere, sappiamo quello che c’รจ in giro per il mondo e dobbiamo salvaguardare il gruppo in modo che non sia pregiudicata la sua capacitร competitivaยป. Ecco, dunque, il limite del 5% al possesso azionario inserito nello statuto per affrontare con piรน serenitร il domani. ยซA oggi – aggiunge – abbiamo un “backlog”, ovvero un portafoglio di ordinativi ancora da lavorare da 9 miliardi di euro per quanto riguarda contratti giร firmati e da 6 miliardi per accordi che saranno firmati a breve, per un totale di circa 15 miliardiยป. Il gruppo, gli fa eco Palermo, ha archiviato il 2013 ยซcon 3,8 miliardi di fatturato, un Ebitda margin del 7,8%, 300 milioni di Ebitda. Risultati buoni ma che contiamo di migliorare ancoraยป. Come? Bono tratteggia una direzione. ยซUna volta raggiunta la piena capacitร produttiva in Italia, che pensiamo di raggiungere entro il 2015, tutti i cantieri italiani saranno pienamente utilizzati e avremo margini piรน elevatiยป.
