
La foto dello studente americano bendato (foto Ansa)

ROMA โ Il magistrato Gian Carlo Caselli, dalle pagine del Fatto Quotidiano, parla della foto dello studente americano bendato dopo il fermo per lโomicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega. Foto che tanto ha fatto discutere in questi giorni.
โUn fatto increscioso โ scrive Caselli โ che tuttavia non puรฒ e non deve alterare lโordinario sviluppo degli accertamenti, anche se definirlo stupido e controproducente รจ il minimoโ.
โOgni persona privata della libertร che sia custodita da un rappresentante della legge โ continua โ deve essere pienamente tutelata nei suoi diritti e protetta contro qualunque violenza o trattamento degradante. ร un principio assolutamente inderogabile, scritto nella Costituzione ma prima ancora nelle regole di civiltร e nel buon senso. Prendiamo il caso di specie: esibire come un trofeo (sotto le fotografie di Della Chiesa e Falcone-Borsellino) un fermato sotto indagine bendato, equivale ad aprire nella linea dโaccusa โ per quanto fondata โ faglie pericolose. Utili a chi voglia contestare anche solo in parte il rispetto delle regole che presidiano le modalitร di assunzione e di utilizzabilitร delle prove. Con esiti che potrebbero suonare offensivi per lโArma dei Carabinieri, che non puรฒ restare impigliata nella sconsideratezza (per quanto imperdonabile) di questo o quel singolo; nonchรฉ per lo stesso carabiniere ucciso, che merita nientโaltro che una veritร piena, senza appannamenti di sorta. Per fortuna i pericoli sembrano scongiuratiโ.
โ(โฆ) Tanto premesso โ spiega Caselli โ tenendo altresรฌ conto che la ricostruzione dei fatti operata dallโaccusa si basa (sempre stando alle cronache) su fatti obiettivi di indubbio peso, come ad esempio il ritrovamento dellโarma del delitto, resta poco spazio โ sul piano processuale โ per le polemiche che i media USA hanno subito scatenato, confortati dalle tesi di un illustre avvocato, noto per aver fatto assolvere dallโaccusa penale di omicidio della moglie il celebre atleta 0.J. Simpson, poi dichiarato colpevole da una giuria in sede civile. Certo รจ che se tutti abbiamo da imparare qualcosa dagli altri, gli Usa potrebbero anche ricordare che in Italia non si รจ mai dato un caso come quello del processo del 1969 a Bobby Seale, leader delle Black Panthers, imputato di associazione sovversiva che veniva accusato di oltraggio ogni volta che pretendeva di parlare. Finchรจ, per farlo tacere, il giudice dellโudienza (Julius Hoffmann) non lo fece legare alla sedia con una catena ed imbavagliare con nastro adesivo. Il merito del processo, in pratica, non fu neppure esaminatoโ.