Il Corriere della Sera: “La strada in salita delle riforme”. Le troppe norme aiutano i furbi. Editoriale di Michele Ainis:
Un grosso paio di forbici volteggia sulle nostre chiome. Le impugna il presidente del Consiglio, che ne ha fatto ancora uso lo scorso venerdรฌ. Tagli alle prefetture (da 106 a 40). Tagli alle camere di commercio (ne sopravvivranno una ventina). Tagli alle sezioni distaccate dei Tar (amputazione totale). E poi sforbiciate sui permessi sindacali. Sulle propine degli avvocati dello Stato. Sui gettoni dei segretari comunali. Sui doppi incarichi dei magistrati. Sulle 5 scuole della pubblica amministrazione. Sui ruoli dirigenziali. Su ogni ufficio locale, centrale, interstellare. Risultato: ci era cresciuta sulla testa una zazzera leonina, rischiamo di finire pelati come un uovo.
Perรฒ lโItalia aveva bisogno dโun barbiere. Non solo perchรฉ troppi capelli non riesci a pettinarli, e infatti il nostro Stato รจ fin troppo arruffato. Anche perchรฉ sotto ogni ricciolo puรฒ ben nascondersi la pulce della corruzione. Quella che negli ultimi ventโanni ci ha fatto precipitare dal 33ยบ al 69ยบ posto nella classifica di Transparency International anche in virtรน di scandali come quelli del Mose e dellโExpo. Non a caso la seconda lama della forbice sโinfila proprio lรฌ, rafforzando i poteri di Cantone sugli appalti. Quali? Soprattutto uno: lโAutoritร nazionale anticorruzione potrร sospendere rami dโattivitร delle aziende, commissariarli, avviarne una contabilitร separata.
La prima pagina de La Repubblica: “Riforme, Grillo apre a Renzi: Sรฌ al dialogo, ma in streaming”.
La Stampa: “Grillo-Renzi: dialogo e sospetti”.
Il Giornale: “Grillo si arrende e tratta”. Editoriale di Alessandro Sallusti:
Per digerire la sconfitta contro Renzi, il Maalox preso allโindomani delle elezioni non รจ bastato. Cosรฌ Grillo ora passa diretยญtamente al Guttalax, noto lassativo. ยซSoยญno disposto a incontrare Renzi per parlare di riforยญme ยป, ha detto ieri a sorpresa il comico genovese imยญplorando un incontro con il premier pigliatutto. Soยญnoยญpassati appena quattro mesi dal loro primo e ulยญtimo faccia a faccia trasmesso in diretta streaming. Ma sembra trascorso un secolo. Era il 19 febbraio. Grillo รจ seduto di fronte al candidato premier Matยญteo Renzi e sputa i suoi veleni: ยซNon hai la mia stiยญma ยป, ยซsei un ragazzo giovane ma vecchio dentroยป, ยซsei una persona non credibileยป, ยซprovo indignaยญzione per quello che tu rappresenti, le banche, De Benedetti…ยป, ยซsei una macchietta in tvยป, ยซnessuna fiducia in teยป, ยซcon te non sono democraticoยป e alยญtre amenitร . In tutto nove minuti di insulti.
Lโennesima retromarcia รจ il primo vero cambio di strategia dei Cinquestelle, non piรน indisponibili a collaborare con i partiti che solo un anno fa voleยญvano far sloggiare a forza dai palazzi della politica. Un tentativo di ยซnormalizzazioneยป simile a quello compiuto nei primi anni Novanta dalla Lega di Bosยญsi che dopo aver promesso sfracelli si accomodรฒ al banchetto di ยซRoma ladronaยป. In un momento in cui tutti stanno parlando con tutti per cercare di riยญscrivere le regole del gioco, Grillo non se lโรจ sentita di rimanere fuori dalla partita. I suoi voti in parlaยญmento possono fare gola ma lโuomo resta inaffidaยญbile. In Europa si allea con i ultranazionalisti di Faยญrage, in Italia strizza lโocchio ai no Tav e ai gruppuยญscoli della sinistra radicale. Un giorno promette di processare i giornalisti in piazza, un altro si accoยญmoda nel salotto di Bruno Vespa.
















