
ROMA – “Prima la quotazione in borsa di Rai Way – scrive Enrico Paoli su Libero – per recuperare i 150 milioni di euro trattenuti dal governo per far quadrare i propri conti”.
Poi lโaddio alle armi, in modo da lasciare campo libero al presidente del Consiglio, Matteo Renzi – e di riflesso ai renziani, sia quelli dentro che fuori viale Mazzini – che ha formalmente aperto ยซil dossier sulla Raiยป.
E cosรฌ lโattuale direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, vista la situazione avrebbe pensato bene di aprire lโombrello prima che piova. Perchรฉ la pioggia arriverร eccome. Non fossโaltro che per la stesura del bilancio della tv pubblica, di salute tuttโaltro che ottima. Non solo. Lโesser rimasto fuori dal giro delle nomine governative – il manager puntava alle Poste o Enel, Palazzo Chigi gli aveva offerto Terna o un ruolo di ยซtagliatore di spese ยป al ministero dellโEconomia – ha fatto sรฌ che fra il direttore generale e il presidente del Consiglio sia calato il gelo.
In questo modo ogni scelta che farร viale Mazzini, come fanno notare gli uomini di Renzi, non sarร imputabile a Palazzo Chigi e a chi vi risiede.
Per questโordine di ragioni il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, avrebbe raggiunto un preaccordo con i vertici della Merryl Lynch, la banca internazionale dโinvestimento con sede a New York, per tornare a lavorare laddove la sua carriera di manager ha spiccato il volo.
Dopo aver guidato Wind ed esser transitato in Fiat, lโattuale numero uno di viale Mazzini ha ricoperto il ruolo di country manager e responsabile del corporate investment banking della Bank of America per lโItalia, cioรจ Merrill Lynch.
Secondo quanto risulta a Libero, Gubitosi avrebbe avuto contatti anche con altre banche dโaffari internazionali, ma le trattative si sarebbero fermate sulla questione dei tempi.
Lโattuale direttore della Rai, che non ha avuto ancora nessun contatto diretto con il premier, vuole prima portare a termine lโoperazione Rai Way e solo dopo rendersi libero.
Secondo le stime piรน attendibili il periodo indacato per ยซlโaddio alle armiยป รจ da collocarsi fra novembre e dicembre. Quanto basta al governo per mettere mano alla legge Gasparri, in modo da modificare la governance della Rai,e chiudere in anticipo la partita della convenzione ventennale con lo Stato per lโaffidamento del servizio pubblico, in modo da affrontare il 2015 in tutta tranquillitร , avendo come unico fronte aperto il nodo del canone. Con questi due obiettivi centrati lโesecutivo non dovrร nemmeno prorogare lโattuale consiglio di amministrazione, che scade nella primavera del 2015, provvedendo a nominare un board di stretta osservanza renziana.
Sempre che le modifiche alla legge Gasparri non intervengano anche su questo particolare. Ovviamente le voci sul futuro di Gubitosi hanno giร scatenato la corsa alla succesione, dato che la prossima nomina potrebbe essere per la carica di ad e non piรน di direttore generale. Fra i papabili cโรจ il renziano di ferro Luigi De Siervo, appena indicato dal vertice di viale Mazzini per la guida di Rai Com. Una societร esterna che avrร tutte le deleghe commerciali e che porterร al suo interno lo sviluppo commerciale (compreso Rai-Eri) e la parte marketing-distribuzione sia di Rai Net sia di Rai World.
La nuova societร sarร guidata, con il ruolo di amministratore, da De Siervo. Fiorentino doc, amico di Renzi, in Rai dal 1999, da quattro anni alla guida della Sviluppo commerciale. Di recente รจ statonominato anche al vertice dellโAdrai, il sindacato dei dirigenti diViale Mazzini. Un viatico perfetto perarrivare al comandodellโazienda. Dallโesterno potrebbe arrivare Antonio Campo DallโOrto, temporaneamente ยซparcheggiatoยป da Renzi nel consiglio di amministrazione delle Poste, dopo aver lavorato a Mediaset e a La7.
Ma il vero outsider potrebbe essere Antonella Mansi, in uscita dalla Fondazione Monte dei Paschi. Sulla scelta del nome molto dipenderร da come la Rai arriverร alle scadenze di fine anno e quali indicazioni daranno al premier i gran consiglieri in materia di televisione, Giovanni Minoli e Enrico Mentana.
Nel frattempo qualcosa si muove anche in Parlamento.
Un ordine del giorno presentato alla Camera dal Pd e fatto proprio dal governo, mette in fila le prioritร relative al ยซdossier Rai ยป,giร sul tavolo dellโesecutivo. ยซAprire da subito una grande consultazione, anticipare il rinnovo della concessione Stato-Rai alla primavera del 2015, presentare, entro lโanno, una proposta di riforma organica del canone ยป. spiega Vinicio Peluffo, deputato del Pd, nel presentare lโiniziativa. Il futuro, forse, รจ giร iniziato. Anche senza la ยซconsultazione popolareยป evocata da Renzi.
