
ROMA – “I lettori milanesi – scrive Maurizio Belpietro su Libero – sono stati informati da poche righe in cronaca. Se riassumo la vicenda รจ dunque ad uso e consumo di chi non riceve le pagine dedicate al capoluogo lombardo”.
L’articolo completo:
Martedรฌ, in una zona centrale e ben frequentata della cittร , una donna di 68 anni รจ stata seguita fin dentro lโandrone del palazzo in cui abita, dopo di che le รจ stata strappata la collanina che portava al collo. Lo scippo ha avuto un esito violento, perchรฉ nella colluttazione che ne รจ seguita la vittima ha riportato ferite al collo.
Non fosse per il seguito, si potrebbe dire che si รจ trattato di un episodio di ordinaria criminalitร che ormai si registra quotidianamente nelle nostre metropoli. Sennonchรฉ lo scippatore una volta presa la collanina e fuggito รจ stato inseguito da un avvocato, il quale con la collaborazione di altri passanti รจ riuscito ad acciuffare il ladro. Tutto bene dunque? No, per niente, in quanto il bandito, una volta portato di fronte al magistrato, si รจ visto togliere le manette e rimandare a casa invece che in cella. Non dico che gli siano state rivolte delle scuse, ma quasi, e la colpa per una volta non รจ del pm ma della legge che pur non condividendo ogni procuratore รจ tenuto ad applicare.
Vi pare cioรจ incredibile che un tizio preso in flagranza di reato, dopo aver procurato lesioni a una donna, venga rimandato a casa con una pacca sulla spalla e al massimo una ramanzina? Eppure รจ la logica conseguenza di una misura approvata dal Parlamento italiano su indicazione del governo. Sotto il nome di Svuota carceri e con la scusa di venire incontro a una precisa richiesta dellโEuropa, che altrimenti minacciava pesanti sanzioni nei confronti dellโItalia, mesi fa Camera e Senato hanno votato in tutta fretta una norma che praticamente fa divieto ai pm di mandare in galera chiunque non corra il rischio di essere condannato a una pena detentiva superiore ai tre anni. Risultato, di fatto si รจ garantita lโimpunitร a ladri, spacciatori, scippatori, stalker e tutte quelle persone che commettono reati che spaventano lโopinione pubblica ma che – chissร come mai – i politici liquidano come microcriminali.
Chi strappa la collanina a una pensionata di ritorno dalla spesa certo non รจ un grande criminale, ma il collo ferito della donna รจ piรน importante di tanti discorsi sulle truffe alle banche o sulla corruzione, perchรฉ quella violenza contribuisce a generare un senso di insicurezza fin dentro la propria abitazione. Quando nellโedizione del 2 luglio scorso noi di Libero, in assoluta solitudine, denunciammo il rischio che metter fuori i ladri e dichiararli non arrestabili fosse un autogol che avrebbe reso ancora piรน pericolose le nostre cittร , fummo accolti dallo scetticismo.
Pochi altri organi di stampa decisero di approfondire la faccenda e anche quei pochi che scelsero di occuparsene lo fecero con scarsa convinzione. Risultato, la legge non รจ stata rivista nรฉ corretta, ma รจ stata pubblicata tale e quale sulla Gazzetta ufficiale. A onor del vero bisogna riconoscere che a stare zitti non sono state solo le principali testate, le quali sono solite commentare i grandi fatti ma non quelli che toccano la gente comune. A tacere, insieme ai quotidiani, sono stati anche coloro i quali la legge la debbono applicare, ossia i magistrati. Se il governo li tocca nel portafoglio o nelle ferie, apriti cielo. Ma se invece li colpisce nellโautonomia di spedire dietro le sbarre un tizio preso con le mani nella marmellata, anzi con le mani intorno al collo di una donna indifesa, fanno spallucce: un lavoro di meno.
Nรฉ lโAnm, nรฉ il Csm – da cui รจ venuta unโalzata di scudi contro le parole pronunciate dal premier a Porta a porta a proposito delle vacanze – hanno sentito il dovere di protestare. Silenzio anche dalle Procure, di solito ciarliere nel denunciare ogni virgola berlusconiana in materia di giustizia. Risultato: lo scippatore di martedรฌ – insieme a tanti altri allโopera nelle cittร italiane – ha goduto della libera uscita e con lui hanno beneficiato della legge salva dalla galera anche alcune migliaia di condannati. Alla vigilia delle vacanze, solo a Milano ne sono stati messi fuori poco meno di un migliaio.
Non si sa se sia stato uno di questi a rubare, togliendola dal tetto della vettura su cui era stata fissata, la bicicletta nuova fiammante di un giudice in partenza per le ferie. Ma se non รจ stato un ex galeotto รจ stato di sicuro qualcuno a conoscenza del fatto che rubare una bici รจ un reato senza pena, perchรฉ la galera รจ riservata ora solo ai colletti bianchi. Quelli che invece il colletto e le mani ce le hanno rosse di sangue per aver fatto battere la testa a una pensionata, possono stare tranquilli.
