
ROMA – “Il colosso trevigiano del caffè Massimo Zanetti Beverage Group (MZB) – si legge sul Messaggero – titolare del marchio Segafredo, si prepara a sbarcare a Piazza Affari. Il gruppo ha chiesto l’ammissione a Borsa Italiana per il Mercato Telematico Azionario”.
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L’ipo gestita da Banca Imi e Bnp Paribas, attraverso un’offerta pubblica di vendita e sottoscrizione (Opvs, ovvero parte in aumento di capitale e parte in vendita), dovrebbe andare in porto in autunno(per la seconda metà di ottobre) con una operazione intorno agli 800 milioni di euro. Sul mercato dovrebbe finire il 40% del capitale. Con la quotazione MZB – holding con un network globale di 50 società fondata e guidata da Massimo Zanetti e in cui sono impegnati anche i figli Matteo e Laura – intende, da una parte, dare benzina al piano industriale procedendo, tra l’altro, ad acquisizioni mirate (così come già avvenuto recentemente con il marchio asiatico Boncafè). Dall’altra, in vista di un passaggio generazionale, il gruppo vuole aprirsi al mercato passando da una governance familiare ad una internazionale. LA STORIA Il percorso di crescita di MZB Group ha inizio negli Settanta con una serie i acquisizioni. La prima è la torrefazione bolognese Segafredo, poi è la volta delle macchine per espresso professionali della San Marco. Negli anni ’80 segue una progressiva espansione, in particolare in Portogallo, Germania, Francia e Austria. Nel corso degli anni ’90 il gruppo assume un sempre maggiore rilievo internazionale, prima grazie ad alcune operazioni dell’Est Europa e successivamente con l’acquisto della più grande piantagione di caffè al mondo nel cuore del Brasile. Negli anni duemila la Massimo Zanetti Beverage rileva sia degli stabilimenti di lavorazione del caffè verde, sia delle società di export di caffè crudo in Costa Rica e in Honduras. Oggi MZB è il primo gruppo privato al mondo, quinto in assoluto, nel settore del caffè.
