ROMA – Figc e Coni solidali con i due soldati detenuti in India. Eppure rifiutano di mettere il nastrino sulle maglie della Nazionale: “La Fifa non ce lo consentirebbe”.
Scrive Giuseppe Pollicelli su Libero:
Di tutti i possibili dribbling italiani realizzati nel contesto dei Mondiali di calcio del Brasile, quello di cui ieri (4 giugno) si è reso protagonista Giovanni Malagò, presidente del Coni, è forse l’unico che avremmo preferito non vedere. Ciò che Malagò ha seccamente dribblato, infatti, è la richiesta, avanzata due giorni fa dal Cocer (Consiglio Centrale di Rappresentanza) della Marina militare, di far indossare ai giocatori della Nazionale azzurra, in occasione delle partite che disputeranno durante il Mondiale, un fiocco di colore giallo.
È questo il simbolo di chi è trattenuto contro la sua volontà lontano da casa e andrebbe messo sulle magliette in segno di solidarietà con i marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, detenuti dal febbraio del 2012 in un carcere indiano con l’accusa di avere ucciso due pescatori locali da loro scambiati per pirati e da allora in attesa di un processo che sembra non dover arrivare mai.
Mentre scriviamo, Malagò non ha fornito spiegazioni circa i motivi che impedirebbero di attuare l’iniziativa suggerita dalla Marina. Presumibilmente c’è di mezzo qualche specifica norma della Fifa, ma è anche vero che il presidente del Coni (a cui ha subito fatto eco la Figc guidata da Giancarlo Abete: «Siamo solidali con una battaglia che non è solo del Cocer ma del governo e di tutto il Paese, tuttavia non possiamo mettere il fiocco giallo») sembra avere messo un po’ le mani avanti, forse per non doversi impelagare in un’impegnativa attività diplomatica.
La dichiarazione di Malagò è stata: «Il fiocco giallo per i marò sulle maglie della nazionale italiana ai Mondiali? Credo che non sia assolutamente fattibile, però il mondo dello sport deve dare il prima possibile un segnale, proprio perché siamo molto vicini a questi ragazzi e alle loro famiglie». Un piccolo sforzo in più, insomma, lo si poteva fare (…)