
ROMA – Maurizio Sacconi, ex ministro del Lavoro del Pdl, oggi Fi, esprime con forza i suoi dubbi sull’involuzione di Matte Renzi su licenziamenti e reintegro.
L’uscita di Sacconi si collega anche con la freddezza manifestata da Berlusconi nelle ultime ore.
“La legge Fornero รจ un caso di scuola – sostiene il capogruppo Ncd al Senato – il risultato รจ che ha bruciato posti di lavoro, anche se non erano queste le intenzioni originarie”.
Senatore, il documento del Pd che conferma la reintegra anche per i licenziamenti disciplinari rappresenta una parziale marcia indietro rispetto alle intenzioni originarie del premier?
Il documento Pd puรฒ produrre esiti diversi, sta a come si declina nei criteri della delega e nei decreti delegati. Nel dettaglio si nascondono angeli e demoni. Le variabili entro lo stesso documento sono molte. Se si riapre la discussione, nei criteri di delega o in sede di decreto delegato possono essere riconsiderati diversi aspetti anche per i contratti in essere, attraverso un’interpretazione piรน certa delle norme vigenti, con una definizione inequivoca del licenziamento economico che deve riguardare ogni esigenza organizzativa senza che il magistrato possa entrare nel merito della scelta dell’imprenditore. Cosรฌ come la giurisprudenza spesso ci ha posti di fronte a sentenze che si sono allontanate dalla volontร del legislatore. La reintegrazione dovrebbe essere determinata dalla sola manifesta insussistenza del fatto materiale alla base del licenziamento senza salti logici al contesto occupazionale del territorio.
E per le nuove assunzioni su cui si sofferma la delega?
Per le nuove assunzioni auspico si segua la regolazione di tutti i Paesi europei ove vi รจ reintegrazione, che consente a ciascuna delle parti l’opzione dell’indennizzo. Come relatore faccio notare che se si intendono rivedere i criteri di delega ritengo doveroso l’ascolto tra il Pd e gli altri partiti della maggioranza che si sono mossi all’unisono, Ncd, Sc, Udc, Pi e Svp. Condivido quanto detto da Renzi, intende ridurre i margini di discrezionalitร del giudice e dare certezze al datore di lavoro. Per creare occupazione bisogna rendere la disciplina piรน conveniente, e nella convenienza la certezza รจ fondamentale.
Come giudica un’altra novitร contenuta nel documento del Pd, la proposta di cancellare le collaborazioni a progetto?
Ricordiamoci anzitutto che le Cocopro nascono sotto gli occhi distratti della sinistra, grazie ad una circolare fiscale nella seconda metร degli anni 90. Marco Biagi ne รจ ritenuto impropriamente il padre, mentre su richiesta di Cisl e Uil le regolรฒ e introdusse i diritti del prestatore. Fornero ha irrigidito le collaborazioni a progetto e al punto in cui siamo vi si puรฒ rinunciare. Ma poichรฉ non tutte le prestazioni sono lavoro subordinato, perchรฉ svolte con forte autonomia di tempo e luogo, se si cancellano le Cocopro bisogna deregolare le partite Iva. Gli abusi vanno repressi con l’attivitร ispettiva.
Condivide la volontร di estendere gli ammortizzatori sociali ai precari?
Siamo tutti d’accordo sulla migliore protezione del reddito del lavoratore. Siamo di fronte al fallimento delle politiche attive, come dimostra Garanzia giovani, a causa della segmentazione istituzionale di Province e Regioni. Salvo poche e lodevoli eccezioni, la situazione รจ un disastro. La via maestra รจ la riforma costituzionale per riportare il lavoro e la formazione sotto la competenza dello Stato, come ho proposto al Senato, o costringere le Regioni ad accettare meccanismi di convergenza e controllo come indica la delega. La spesa pubblica deve tradursi in โdoteโ del disoccupato ed essere riscossa dal servizio che lui ha scelto, in una sana competizione tra pubblico e privato, in base al risultato.
Renzi ha sfidato le parti sociali sul terreno della legge sulla rappresentanza, sulla contrattazione decentrata e il salario minimo. Cosa c’รจ da aspettarsi?
La legge sulla rappresentanza e la contrattazione decentrata sono collegate, sarebbe doveroso che in nome del modello tedesco si riconosca il primato alla contrattazione di prossimitร , con il contratto piรน prossimo – compreso quello individuale – che prevale su quello piรน lontano. Per la rappresentanza una norma leggera deve rinviare agli accordi tra le confederazioni per evitare che una legge invasiva diventi il pretesto per sviluppare la via giudiziaria al socialismo giร praticata. Il salario minimo c’รจ giร nella delega, ma deve essere una base minima su cui si sviluppa il salario di produttivitร nella dimensione aziendale.
Tommaso Nannicini, l’uomo di Matteo Renzi per la riforma del lavoro, tranquillizza:
Ieri perรฒ il premier Renzi ha frenato sull’articolo 18. La tutela reale resterร anche per i licenziamenti disciplinari…
Nessuna retromarcia. La novitร politica, pienamente in linea con il lavoro impostato dal ministro Poletti sulla legge delega, รจ che si eliminerร il reintegro per i licenziamenti economici. Vogliamo che sulla gestione e sulle decisioni aziendali decida solo l’imprenditore, e non piรน il giudice. Sui disciplinari poi verranno individuate delle casistiche estreme dove se il fatto contestato, per esempio un furto, risulta falso il lavoratore subisce una lesione della dignitร personale e quindi ha diritto alla tutela reale.
Piรน o meno รจ cosรฌ anche oggi. Non si rischia di lasciare ancora troppa discrezionalitร ai magistrati?
No. Le tipizzazioni dei casi in cui resta il reintegro nei licenziamenti disciplinari e una precisa indicazione delle tutele monetarie in quelli economici daranno certezza, rispondendo alle richieste di aziende e investitori esteri. E lasceranno ai lavoratori una compensazione economica crescente con l’anzianitร di servizio. Giร oggi, dopo la legge Fornero, su 22mila licenziamenti individuali, circa il 60% viene risolto in via conciliativa.
Qualche dettaglio in piรน sulle tutele monetarie crescenti?
Sarร fissato un costo di separazione. ร prematuro fare cifre, ma il dibattito in corso e le esperienze straniere suggeriscono tutele economiche nell’ordine di una-due mensilitร ogni anno di servizio prestato. In questo modo se scatta il recesso dopo due-tre anni l’azienda pagherร 4-6 mensilitร . Oggi si parte da 12 mensilitร . Con una anzianitร di servizio alta ovviamente la compensazione salirร di conseguenza.
Ma il nuovo contratto a protezioni crescenti a chi si applicherร ?
Nella delega รจ chiaramente scritto: varrร per i nuovi assunti e per le aziende oltre i 15 addetti. Non mi risulta una discussione su possibili modifiche al regime di tutele per le imprese sotto i 15 dipendenti.
Il premier ha parlato anche di riduzione dei contratti flessibili. Spariranno i co.co.pro?
Sรฌ. Ma resteranno le collaborazioni per le esigenze stagionali, per studenti e pensionati, e per quelle legate alla natura dell’attivitร professionale dei lavoratori. Ciรฒ per evitare di creare lavoro nero. Si cancelleranno le false collaborazioni. Su circa 400mila collaboratori una buona metร potrebbe restare nelle forme โbuoneโ. Le altre potrebbero transitare nei contratti a termine, giร semplificati dal ministro Poletti, o nei nuovi contratti a protezioni crescenti.
Universalizzerete gli ammortizzatori sociali?
Sรฌ. Su questo, la relazione del presidente del Consiglio, Renzi, e l’ordine del giorno della direzione Pd sono stati altrettanto chiari. Un’ipotesi รจ di unire Aspi e mini-Aspi, aprendo ai collaboratori. Serve un nuovo sussidio, di durata piรน lunga e con importi maggiori, graduato sulla storia contributiva del percettore. Adesso c’รจ un salto enorme tra la bassa copertura della mini-Aspi e quella piรน sostanziosa dell’Aspi, che scatta solo dopo 52 settimane di contribuzione. Il salto va ridotto, legando le prestazioni ai contributi, ma in maniera piรน graduale. Per far partire il nuovo sistema di ammortizzatori servono circa 1,5 miliardi, aggiuntivi rispetto alle risorse giร stanziate per il 2015.
E sulle politiche attive?
Secondo me si dovrebbe guardare all’Olanda, dove il sistema pubblico fa da filtro, accogliendo il lavoratore e assegnandolo a una categoria di rischio. Poi c’รจ un voucher pagato a chi fornisce concretamente i servizi per l’impiego all’interno di un sistema di accreditamento. L’importante รจ che il voucher sia corrisposto solo a risultato occupazionale raggiunto. E proprio in Olanda il 70% delle agenzie private รจ no-profit, gestite anche dai sindacati. Una sfida per tutti, anche in Italia.
