
ROMA – “Altro che ripresa – scrive Antonio Castro di Libero – per quanto debole. A seppellire le ventate di ottimismo che spirano da Palazzo Chigi, ci pensa lโIstat che ieri ha comunicato lโandamento della produzione industriale a maggio”.
L’articolo completo:
Dopo la timida risalita degli indici ad aprile, lโindice รจ diminuito a sorpresa dellโ1,2% a maggio. Nella media del trimestre marzo-maggio la produzione si รจ contratta dello 0,4% rispetto al trimestre precedente.
Insomma, basandosi sulla media dei primi cinque mesi di questโanno la produzione รจ aumentata solo dello 0,1% rispetto al 2013. Il problema รจ che un andamento negativo cosรฌ marcato, rischia di mandare in soffitta anche le pur blande previsioni di crescita del governo.
E di innescare il meccanismo della manovra correttiva. Ieri anche il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha commentato i dati per smentire qualsiasi intervento: ยซEscludo la manovraยป. Invitando a non ยซandare ogni giorno a caccia di datiยป, visto che a fronte di dati negativi ci sono dati positivi.
Sarร , ma la preoccupazione delle associazioni di categoria รจ concreta: ยซIl calo, il piรน elevato dalla fine del 2012, รจ un dato molto negativo e del tutto inattesoยป, spiega lโUfficio Studi della Confcommercio, che conclude con la sintesi di unยซquadro economico effettivo meno confortanteยป.
Insomma, tirando le somme ยซsi riducono le possibilitร che la chiusura del 2014 rispetti le previsioni del governo di un Pil in crescita dello 0,8%ยป. Chi vede il bicchiere mezzo pieno, e confida in una ripresina a giugno, รจ lโassociazione degli industriali.
Per il Centro studi Confindustria, infatti, รจ probabile ipotizzare un aumento ยซdello +0,7% su maggioยป. In Italia nei mesi estivi, spiegano gli industriali, ยซla tendenza dellโattivitร si prefigura, nel complesso, lievemente positivaยป.
Secondo ยซi direttori degli acquisti (indagine Pmi- Markit), a giugno gli ordini ricevuti dalle imprese manifatturiere hanno continuato a recuperare, seppure piรน lentamente (indice a 53,4 da 54,2)ยป, soprattutto ยซgrazie alla domanda esteraยป.
Ma il baratro da colmare – per tornare ai livelli pre-crisi (aprile 2008) รจ,e resta, enorme: -24,6%. Ma il problema vero รจ lโinfluenza di questo inatteso rallentamento ovviamente sul trimestre e, a cascata, sul resto dellโanno:
ยซNel secondo trimestre del 2014ยป, spiega il Csc, ยซรจ stimata una riduzione dellโattivitร dello 0,5% sul precedente, in accentuazione rispetto al-0,1% (rivisto al ribasso dal+0,2% comunicato giร il mese scorso) che si era registrato nel primo trimestre sul quarto 2013.
Questa dinamica mette a rischio la possibilitร di un recupero, seppure marginale, del Pil nei mesi primaveriliยป. E ancora: cosรฌ il terzo trimestre ยซeredita dal secondo una variazione congiunturale di +0,1%ยป.
Come se non bastasse anche le altre principali economie europee vanno male: -1,2% in Francia, -1,8% in Germania (terzo arretramento mensile consecutivo).
Male pure la produzione industriale britannica (- 0,7% rispetto ad aprile,quando era cresciuta dello 0,3%). Comprensibile quindi che il rallentamento preoccupi la Bce, che proprio ieri nel consueto Bollettino mensile ha previstoยซuna ripresa molto graduale nel secondo trimestre del 2014ยป e ยซrischi orientati al ribasso per le prospettive economiche dellโarea euroยป. Il problema รจ che se lโeconomia non cresce quanto ipotizzato, a settembre si dovrร correre ai ripari, magari con la legge di Stabilitร o correggendo il Def.
Manovra correttiva in vista quindi? ยซNessuna preoccupazione, niente manovra correttivaยป, ripetono a Palazzo Chigi. I margini di flessibilitร (deficit programmatico al 2,6% per il 2014 con margini fino al 3%), sono grado di compensare la mancata crescita senza avviare nuove correzioni (nuove tasse).
Cโรจ tempo fino al 15 ottobre per presentare la Legge di stabilitร 2015, ma entro il 20 settembre – con gli aggiornamenti al Documento di economia e finanza – bisognerร stimare e calcolare lโimpatto di questa frenata.
Chi teme stangate autunnali รจ il capo gruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta: lโEuropa ci ha ribadito che servonoยซsforzi aggiuntivi per rispettare il Patto di stabilitร e crescitaยป.
ยซIl giorno della veritร รจ fissato al 20 settembre, quando il governo dovrร presentare al Parlamento la Nota di aggiorna- mento al Def. E dovrร rivedere tutto lโimpianto di politica economicaยป.
