ROMA -“Pur con i metodi spicci che abbiamo descritto – scrive Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano – Renzi ha stravinto in pochi giorni la prima battaglia contro l’opposizione sulla cosiddetta riforma del Senato”.
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Ora, per vincere la guerra, deve sperare che la sua legge costituzionale passi senza modifiche alla Camera e poi, dopo tre mesi di pausa,di nuovoal Senatoe allaCamera. Do- podiché, se non avrà raggiunto i due terzi, i cit- tadini voteranno nel referendum confermativo (che non è, come credono lui e la Boschi, una gentile concessione del governo, ma un diritto previsto da quel che resta della Costituzione). La “riforma”- stando ai sondaggi –interessa non al 40,8%, ma al 3% degli italiani e in venti giorni ha raccolto il No di 210mila amici del Fa t to . Ma, come si dice, contento lui… In politica però non basta vincere. Bisogna saper vincere, impresa ancor piùardua del saperperdere. ERenzi, con l’intervista di ieri a Re p u b b l i ca , dimostra di non saper vincere. Anziché riconoscere cavalleresca- mente l’onore delle armi ai suoi avversari, fra i quali militano alcuni fra i migliori intellettuali e costituzionalisti, ha seguitato a insultarli con un linguaggio guappesco a metà strada fra il bar sport e la curva sud (“gufi professori, gufi bron- toloni, gufi indovini”). E pure minaccioso: “Par- te dell’establishment che non sopporta il mio sti- le. Ma verrà il giorno in cui si potrà finalmente parlare delle responsabilità delle élite culturali nella crisi italiana: professori, editorialisti, opi- nionisti”. Stile? Quale stile? E cosa gli impedisce oggi di denunciare le responsabilità delle élite culturali, visto che le insolentisce da mesi a ogni pallida critica. Il bello è che il bullo si dipinge come un premier assediato, solo contro tutti, mentre è il più omaggiato e leccato dai poteri forti e dalla stampa al seguito che si sia mai visto: nemmeno il suo socio B. aveva goduto di con- sensi così oceanici nell’Italia che conta, oltreché in Parlamento. Il sopravvivere di alcuni pensa- tori critici è un’anomalia solo per il fatto che essi siano così pochi. Le responsabilità dell’intelli- ghenzia nella crisi italiana esistono, e sono gravi, ma esattamente opposte a quelle indicate da lui: il guaio in Italia non è l’eccesso, ma il deficit di controcultura rispetto al potere. Il fatto che non lo capisca o finga di non capirlo è allarmante, perché la democrazia è anzitutto rispetto e tutela delle minoranze. Che significa “verrà il giorno”? Cosa intende fare quel giorno ai dissenzienti? Fustigarli sulla pubblica piazza? Metterli alla go- gna? Ripristinare l’Indice dei libri proibiti? La Guapparia alla fiorentina dilaga per li rami dal Capo ai suoi sottopancia, con episodi di bulli- smo ancor più tragicomici dei suoi. L’altro gior- no Benedetta Tobagi ha osato aderire all’appello del Fa t to contro la svolta autoritaria. E subito tal Lorenza Bonaccorsi, membro della Vigilanza per il Pd, le ha inviato un pizzino degno di Ga- sparri: “La consigliera trova il tempo di attaccare la maggioranza di governo, anziché occuparsi di quanto accade in Rai. Altro che aderire a cam- pagne politiche di parte che nulla hanno a che vedere col ruolo affidatole dal Parlamento”. Ca- pito il messaggio? Cara Tobagi, siccome il Pd ti ha messa nel Cda, smetti di pensare con la tua testa e pensa invece a turibolare il partito e il governo come tutti gli altri. Miglior conferma della svolta autoritaria non poteva arrivare. In- tanto Sabina Guzzanti anticipava il suo film La Tra t ta t i va , in programma al Festival del Cinema di Venezia. Nuovo pizzino pidino, firmato dalla stessaBonaccorsi edai suoisodaliGelli (masì), Magorno, Oliverio e Anzaldi (quello che pro- testò perché Virginia Raffaele osava imitare Monna Boschi). “Il film della Guzzanti appare decisamente irrispettoso del simbolo della Re- pubblica, con al centro un uomo con coppola e lupara:unmodo peraccomunarel’intero Paese alla cupola mafiosa che offende e appare deci- samente fuori luogo”. Se Renzi non richiama su- bito i rottweiler, qualcuno si chiederà: a quando il ripristino del Minculpop? Ma poi si morderà la lingua, perché al confronto di questi bulletti il Minculpop era roba seria.