
ROMA – “Sale sul palco di piazza del Popolo a Roma, Matteo Renzi, poco dopo le 20, con unโora di ritardo rispetto allโappuntamento ufficiale – scrive Wanda Marra del Fatto Quotidiano – Si mette le mani davanti agli occhi, guarda la gente sotto di lui. Che รจ poca. Abbastanza poca da fare paura. La chiusura della campagna elettorale รจ oggi a Firenze (ma prima il premier farร tappa a Prato), ma lโultima tappa nella Capitale, il giorno prima dello sbarco di Beppe Grillo a Roma, รจ decisamente al di sotto delle aspettative”.
L’articolo completo:
Poche migliaia di persone, forse diecimila, piazza riempita a metร . Cโรจ anche qualche contestatore, del Movimento per la Casa, che accorre il premier al grido di โbuffoneโ.
LA TENSIONE serpeggia nellโaria. Cโรจ chi rispolvera lo slogan โpiazze piene, urne vuoteโ. Chi, come il vicesegretario, Lorenzo Guerini arriva dicendo: โSiamo contentiโ. Ha scommesso su una vittoria del 33 al 26 per cento. Cโรจ chi invece pensa che ci saranno solo su 2 o 3 punti in piรน rispetto al Movimento 5 Stelle e lo valuta come un risultato eccellente โcon tutto quello che รจ successo, a cominciare dalle inchiesteโ. A due giorni dalle elezioni, la paura fa novanta, si sospendono giudizi e aspettative. โSe prendo meno del 30 % me ne vadoโ. Matteo Renzi รจ abituato a gettare il cuore oltre lโostacolo, e lโha fatto anche durante questa campagna elettorale. La scelta delle piazze รจ arrivata alla fine, per lui che non รจ mai stato un โanimaleโ da comizio tradizionale. Molte, in giro per lโItalia, le ha riempite. A Roma il partito non รจ con lui, e si vede: tanto ceto politico locale, nessuno dei grandi big del passato. Non ci sono nรฉ DโAlema e neanche Veltroni, che pure sono di Roma. Nessun pullman organizzato. Molti parlamentari โrenzianiโ, da Roberto Giachetti a Paolo Gentiloni sono tra la folla. Cosรฌ come Nicola Zingaretti e Goffredo Bettini. ร il premier che ha chiesto a tutti, suoi e non, di restare in mezzo alla gente. Accanto a lui cโรจ solo la capolista al Centro, Simona Bonafรจ. Negli ultimi giorni di campagna elettorale Matteo Renzi tradisce il nervosismo. Mentre continua a dire che va tutto bene, la tensione si vede nelle espressioni e nei comportamenti. Mercoledรฌ sera dopo โOtto e mezzoโ รจ andato via immediatamente, saltando anche il tradizionale brindisi finale. Con le elezioni di domenica si gioca moltissimo e lo sa. Dโaltra parte, la sua navigazione al governo รจ stata complicata. Forse piรน complicata di quanto si aspettasse. Con unโalzata di scudi generale, dai magistrati, alla Rai, ai sindacati. E a proposito di Rai ieri sera alla diretta di โPorta a Portaโ un presidio di contestatori lo aspettava al varco dal pomeriggio.
โIN MOLTI casi abbiamo disturbato il manovratore. Ma abbiamo cominciato a cambiare lโItalia. Spesso chi urla รจ il migliore alleato di chi vuole conservare โ ha detto lui ieri mattina a Radio Anchโio โ Il nostro governo si รจ assunto una responsabilitร enorme, quella di portare lโItalia fuori dalle sabbie mobili e dalle secche. E puรฒ darsi che domenica molte persone a cui abbiamo tolto qualche privilegio vadano a votare contro il Pd. Ma credo che alla fine saranno molti molti di piรน dellโaltra volta quelli che voteranno per il Pdโ. Renzi stamattina alle 11 e 30 ha convocato una conferenza stampa, una โtelevenditaโ come la definisce lui stesso auto โ ironicamente. Ci saranno le slide e le schede riassuntive dellโattivitร dei primi 80 giorni, a partire dagli 80 euro e dal tetto agli stipendi dei manager. Per arrivare alle riforme costituzionali iniziate e rimandate a dopo il voto. โNon ho la bacchetta magicaโ, ha detto Renzi al Fatto. La maggioranza e il Parlamento non sono i suoi. Intanto, si cominciano a prefigurare gli scenari del dopo. Piรน Grillo dovesse avanzare, piรน il Pd di Renzi si indebolirebbe. E cosรฌ il governo. E alla fine, la scelta sarร tra il voto (evocato da molti, Graziano Delrio e Matteo Richetti in testa) e il reinserimento di Berlusconi nel sistema (che non a caso continua a evocare le larghe intese). Ma di questo si parlerร da lunedรฌ mattina. Intanto Renzi va allo sprint finale. Oggi a Piazza della Signoria ha voluto sistemare il palco nello stesso modo di Berlinguer lโultima volta che venne a Firenze. E non a caso a Grillo, che al segretario del Pci si รจ paragonato, manda a dire: โGiรน le mani da Berlinguer da parte di chi non puรฒ neppure pronunciarne il nome. Sciacquatevi la boccaโ, E lโappello finale โ lanciato insieme allโhashtag che continua a circolare in rete # uno per uno (da portare al seggio): โStiamo difendendo il futuro dell โ Italiaโ.
