ROMA – La Puma si è fatta carico di parte dello stipendio del nuovo ct della nazionale, Antonio Conte. E, chissà, magari i vertici della società sperano che questa mossa nazional-popolare possa servire a uscire dalla crisi nera in cui versa il suo business in Italia (esercizi sempre in perdita dal 2007) e ad allentare la morsa in cui è stata stretta sia dalla Agenzia delle Entrate, sia dalla Agenzia delle Dogane.
Scrive Claudio Plazzotta su Italia Oggi:
In primis, l’attività principale, quella da ricavi vendite come distributore esclusivo di abbigliamento e scarpe a marchio Puma, è crollata del 25% nel 2013, scendendo a quota 78,2 milioni di euro.
In lieve miglioramento, invece, i ricavi da commissioni retail (21 negozi e show room sul territorio), che crescono a 13,1 mln. C’è forte pressione sul lato prezzi, chiudono molti negozi al dettaglio nel Centro-Sud, i consumi di abbigliamento sono al palo. E pure nel 2014 le cose non miglioreranno molto.
Ma Puma ha dovuto poi subire veri salassi: per esempio, le onerose intese con la Federazione italiana giuoco calcio, da 55 milioni di euro nel triennio 2003-2006, e poi 61 milioni in quello 2007-2010, e da 75 mln per il periodo 2011-2014. Il rinnovo, probabilmente fino al 2022, porterà un incremento dei costi del 20%.
Per non parlare, inoltre, delle transazioni con l’Agenzia delle entrate per un contenzioso sugli esercizi dal 2003 al 2007: nel solo esercizio 2012 sono state pagate imposte relative a esercizi precedenti per 19,3 milioni. E a fine 2013 l’Agenzia delle entrate ha avviato nuovi accertamenti per Ires e Irap dell’esercizio 2008. Con l’Agenzia delle Dogane, invece, è ancora in atto un contenzioso da 14,3 mln di euro per il periodo 2006-2011.
Insomma, l’insieme dei fattori ha portato la società guidata dall’a.d. Andrea Rogg a chiudere il bilancio sempre in rosso a partire dal 2007, per un totale di 84,6 milioni di euro di perdite fino al 2013. L’esercizio 2011 è terminato con 14,3 milioni di deficit, quello 2012 con un -45,2 milioni e l’ultimo, quello 2013, con un rosso di 12,6 milioni. Per come stanno andando le cose, prevedono gli amministratori di Puma, anche il 2014 sarà in rosso per 2,6 milioni. Ma il disastro della Nazionale di calcio ai Mondiali e l’incertezza sulle varie controversie fiscali e doganali potrebbero determinare una perdita anche più accentuata (…)