
ROMA – Non chiamatelo rimpasto, Matteo Renzi non lo vuole, ma i giornali ne parlano apertamente.
“Matteo Renzi non usa le parole della vecchia politica e dice invece ยซVorrei rimescolare il puzzleยป ma la sostanza non cambia. A Palazzo Chigi, dopo il successo della nomina di Federica Mogherini in Europa, si pensa un rimpasto e non a una semplice sostituzione del ministro degli Esteri. Cioรจ a un movimento di pedine piรน corposo in previsione di un mandato lungo โmille giorniโ.Ufficialmente, nel programma dei mille giorni di Matteo Renzi non cโรจ il rimpasto:“Renzi ripete a tutti i suoi interlocutori che cโรจ tempo per decidere chi prenderร il posto della Mogherini. Ma questo tempo serve anche ad aprire un tavolo con gli altri partiti della maggioranza per cercare di far girare la ruota anche in altri dicasteri.
Si parte dalla Farnesina e si parte da Angelino Alfano.
Matteo Renzivuole convincerlo a lasciare la poltrona del Viminale. Aveva giร provato a farlo al momento della formazione dellโesecutivo, a febbraio. Non riuscรฌ nellโimpresa evitando sola la conferma della carica di vicepremier. Adesso tornerร alla carica garantendo al leader di Ncd il ministero degli Esteri, cioรจ un posto di pari peso. ยซProveremo a fare brecciaยป, ha detto Renzi ai suoi collaboratori.
ร un dossier, quello del rimpasto, non ancora sul tavolo. Alfano per esempio non ha ancora ricevuto nessun segnale diretto da Renzi. Ma a Palazzo Chigi qualcuno ha giร iniziato delle riflessioni.
ร vero che il Quirinale preferirebbe una semplice sostituzione. ร la strada maestra, non si aprirebbe nemmeno la discussione sullโeventuale nuovo voto di fiducia a un governo rimpastato. Lo spostamento di Alfano alla Farnesina e la sua sostituzione agli Interni con Graziano Delrio sarebbe un normale avvicendamento interno alla stessa squadra di governo.
Piรน delicata lโipotesi di toccare altre caselle. Come lโIstruzione, dove Stefania Giannini appare in bilico. Dove Renzi vorrebbe mettere una donna del Partito democratico perchรฉ ai suoi colleghi di partito ha detto chiaramente: ยซLa scuola deve diventare un tema costitutivo del Pdยป.
Agli Esteri il favorito rimane Lapo Pistelli. Ma se Alfano fa unโapertura, quel posto รจ suo.
In alternativa ci sono altre donne. Per Roberta Pinotti sarebbe solo un cambio dentro la stessa squadra e per la Difesa si fa ancora il nome di Alfano. Diverso il discorso per Marina Sereni, vicepresidente della Camera, e per Elisabetta Belloni, oggi direttore del personale della Farnesina.Secondo Mario Ajello del Messaggero di Roma, appena Matteo Renzi sente la parola rimpasto
“risponde con una smorfia di fastidio anti-politichese. Giusto una sostituzione, ecco che cosa avverrร – ma non adesso, tra due mesi e ยซcโรจ tutto il tempo per pensarciยป, parola di Matteo – dopo il trasloco di Federica Mogherini dalla Farnesina al ruolo di Alto rappresentante per la politica estera dellโUnione Europea.
Renzi minimizza la questione della scelta del nuovo ministro degli Esteri italiano, e la promozione di Lapo Pistelli dallโincarico di vice a quello di titolare del dicastero sembra al momento lโipotesi piรน semplice e piรน probabile.
Questa promozione dellโesponente fiorentino del Pd, amico storico di Renzi ma non appartenente al cosiddetto Giglio Magico, suo mentore a suo tempo ma anche rivale nelle primarie del 2009 per la scelta del sindaco di Firenze vinte da Matteo Renzi, sarebbe una sorta di chiusura del ciclo dei rapporti tra i due.
Renzi fu portaborse e assistente parlamentare di Pistelli, poi questioni politiche e personali li hanno divisi ma quando Matteo รจ diventato premier e Lapo era giร viceministro alla Farnesina lรฌ รจ stato lasciato e dunque la ricucitura รจ cominciata giร da un poโ.Poi, magari, un vero rimpasto Renzi lo dovrร fare. Ma questo dipenderร dalla performance del suo governo e dallโeventualitร che la crisi diventi cosรฌ spaventosa da richiedere non piรน un governo iper-personalizzato nella figura di Matteo ma una squadra attrezzata anche con nuovi innesti. Per ora, ad Alfano niente Farnesina (sarebbe una diminutio insopportabile per Ncd), la Serracchiani non รจ in partita e si auto-esclude, la carta Andrea Guerra, top-manger di Luxottica in uscita, sembra accattivante ma impraticabile (anche per questioni di soldi: un ministro guadagna 50 volte di meno di un manager del suo livello) e nemmeno Roberta Pinotti o Marina Sereni paiono in pole position per il dopo-Mogherini”.
