Sallusti, addio al Giornale. Ultima cena da Berlusconi. Stefano Feltri, Fatto Quotidiano

L’articolo di Stefano Feltri sul Fatto Quotidiano

ROMA – Cambio al vertice del Corriere e anche del Giornale, come scrive Stefano Feltri del Fatto Quotidiano: “Il contratto da direttore di Alessandro Sallusti è in scadenza, per lui un vertice ad Arcore e poi il congedo. Sia per le posizioni del giornale, sia per il legame con Daniela Santanché non è gradito alla fidanzata di Silvio Berlusconi, Francesca Pascale. Al suo posto dovrebbe arrivare, da Panorama, Giorgio Mulé”.

L’articolo completo di Feltri:

L’addio al rallentatore di Ferruccio de Bortoli al Corriere della Sera continua, ma da ieri è ufficiale: il gruppo editoriale Rcs ha annunciato “la conclusione della lunga esperienza”: il direttore lascerà via Solferino dopo l’assemblea dei soci che approverà il bilancio, nella primavera del 2015. C’è l’accordo sulla buonuscita, 2, 5 milioni di euro, ma non è una separazione serena. “Ho sperato che ci fosse la possibilità di un nuovo inizio ma, verificato che non c’erano assolutamente le condizioni, allafinehoaccettatola proposta di uscita che mi è stata fatta dall’azienda. Lascerò la direzione del Corriere della Sera il 30 aprile 2015. Comunque non ho dato io le dimissioni”, dice De Bortoli a Prima Comunicazione.

LA PRIMA DIREZIONE De Bortoli al Corriere, tra il 1997 e il 2003, si è chiusa per ragioni politiche: il giornale era troppo poco rispettoso del potere berlusconiano. Le cronache da palazzo di Giustizia di Milano erano un po ’ troppo aggressive per i gusti del Cavaliere. Poi il passaggio alla direzione del Sole 24 Ore, negliannipiùbrillanti del quotidiano confindustriale che sbarcava anche in Borsa. E nel 2009 il ritorno al Corriere, frutto di una coincidenza astrale bizzarra: De Bortoli arriva come nome di mediazione, frutto di un armistizio tra i due banchieri duellanti Cesare Geronzi e Giovanni Bazoli. Con il mediatore Luigi Bisignani che si attribuisce un ruolo nel superamento dello stallo. Poi anni difficilissimi: non tanto per il calo delle copie, quanto per i problemi finanziari della Rcs che si abbattonosul Corriere, sututtiildisastro dell’acquisizione spagnola di Recoletos che costringe l’azienda a svendere il palazzo di via Solferino. Poi gli scontri con Berlusconi (il Corriere pubblica, siapuresenza troppo clamore, la prima intervistaallaescortPatriziaD’Addario), la regia culturale dell’ascesa di Mario Monti, il sostegno senza entusiasmo a Enrico Letta e le continue frecciate a Matteo Renzi chenonsfuggonocertoalpremier nonostante la linea nel complesso sempre filo-governativa del Corriere. Quanto poteva durare un direttore in costante contrasto con l’amministratore delegato Pietro Scott Jovane? Mesi, anni, soprattutto perché De Bortoli ha saputo trasformare in una garanzia di tenuta lo scontro violento tra gli azionisti: Diego Della Valle (con Urbano Cairo) contro la Fiat di John Elkann e anche contro Giovanni Bazoli, il presidente di Intesa Sanpaolo. Ma non poteva continuare così per sempre. LA SCELTA DI RCS ha lasciato un po ’ stupiti gli osservatori di via Solferino (e pure la Borsa, con il titolo Rcs che ha perso il 2, 53 per cento). Che senso ha tenere un direttore azzoppato per otto mesi, proprio nel periodo più delicato per un giornale milanese, cioè quello di Expo 2015? Ne risente anche la forza del giornale. Ma è evidente che la successione non è pronta: Mario Calabresi, direttore della Stampa (controllata, come il Corriere, dalla Fiat) è da anni il candidato, ma ancora non ci sono le condizioni. Un comitato aziendale – che coinvolgerà lo stesso De Bortoli – ora deve muoversi come un cacciatore di teste per individuare il profilo giusto, dentro l’azienda (Antonio Polito, Aldo Cazzullo, Luciano Fontana) o fuori (Carlo Verdelli, Giulio Anselmi, Mario Orfeo). Poi ci sono interpretazioni più ardite: De Bortoli ha bisogno di tempo per preparare la sua candidatura a sindaco di Milano al posto di Giuliano Pisapia. No, De Bortoli è troppo poco renziano, se il Pd milanese deve puntare su un giornalista, allora è molto più adatto proprio Calabresi.

Published by
Gianluca Pace